É questo il cruccio del Corriere dello Sport. Doversi scusare con un pilota che ha sbagliato e che ora non sbaglia più. Ecco riportato uno stralcio dell'editoriale a firma di Cristiano Gatti.

"A soli 28 anni, Charles Leclerc rischiava di subire un ingeneroso prepensionamento mediatico, schiacciato dal confronto con il giovanissimo fenomeno Kimi Antonelli. Pubblico e media lo avevano troppo in fretta etichettato come un "mezzo residuato", dimenticando che la Ferrari lo ingaggiò come bimbo-prodigio nel 2019 e che il monegasco è diventato il pilota con più punti nella storia del Cavallino, oltre che secondo per pole position e GP disputati dietro a Michael Schumacher.

L'errore comune del "ferrarismo" è pretendere solo la vittoria, non comprendendo che Leclerc ha dovuto guidare la Rossa nel suo periodo tecnico più buio. Non appena la monoposto è tornata a essere competitiva, prima con Hamilton e ora nuovamente con lui, Charles ha dimostrato di saper vincere. Questo successo a Silverstone toglie ogni dubbio: Leclerc non ha dimenticato come si guida e adesso gli sono dovute le scuse da parte di chi lo aveva prematuramente dimenticato."

Sezione: Ferrari / Data: Lun 06 luglio 2026 alle 14:03
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.