Leo Turrini scrive fedelmente le emozioni provate da molti tifosi di Ferrari nella giornata di ieri quando Charles Leclerc è tornato a vincere dopo oltre un anno di attesa. Ecco il suo articolo sul Quotidiano Sportivo. 

"Tornano a suonare le campane di Maranello per Carletto. E non accadeva da 623 giorni, da quell'autunno del 2024 che tanta illusioni aveva alimentato sulle prospettive della Ferrari. Era il 20 ottobre di quell'anno e Leclerc aveva trionfato ad Austin, in Texas, dando l'impressione di essere finalmente padrone di un destino felice. Poi le cose sono cambiate in peggio, tante è vero che a riportare al successo la macchina rossa era stato, recentemente in quel di Barcellona, Lewis Hamilton.

Ieri, però, sull'asfalto di Silverstone è finito un incubo. Tra l'altro, con una dolce nota romantica: da quando si era sposato con Alessandra, il pilota monegasco non era più salito sul gradino più alto del podio. E allora, si può facilmente comprendere la tensione che ha divorato Leclerc quando in pista è entrata la safety car. Carletto era clamorosamente agitato, continuava a chiedere informazioni via radio in modo concitato al suo staff, tanto che Fred Vasseur è stato costretto ad intervenire. «Devi darti una calmata, è tutto sotto controllo»: con questa frase, severa ma giusta, il manager francese ha accompagnato Leclerc alla bandiera a scacchi.

Il dialogo. E dopo, finalmente, c'è stato solo spazio per l'emozione pura per una gioia che restituisce a Charles, ferrarista dal remoto 2019, la consapevolezza di poter recitare di nuovo un ruolo importante all'interno dell'azienda di Maranello. È molto significativo il dialogo via Radio, dopo l'arrivo, con il suo Ingegnere di pista, il bravissimo Bozzi. Lo riproduco integralmente, perché ne vale la pena.

Bryan Bozzi: «Ed è P1. I momenti difficili non durano per sempre. Solo le persone forti resistono»

Charles Leclerc: «Sì!!! Forza! Finalmente, questa volta è stata particolarmente bella, anche se avrei preferito un finale un po' più normale. Ma il duro lavoro ha dato i suoi frutti. E come hai detto tu, i momenti difficili non durano per sempre. Solo le persone forti resistono! Ancora una volta ottimo lavoro, e grazie, grazie a tutti. Grazie ad Andrea, a Johannes. La sensazione è... era migliore anche oggi, quindi... Grazie, grazie, grazie». Bryan Bozzi: «È proprio così, Charles. Un messaggio davvero bello. Grazie. In pitlane fermati sulla tabella P1 eh!» Charles Leclerc: «Per l'amor del cielo, non è così frequente che facciamo P1, non sbaglierò non preoccuparti».

«Felice». Dopo aver ricevuto le congratulazioni di Hamilton, il rinato Carletto ha confessato di aver fatto finalmente pace con se stesso. Ha detto: «È incredibile, purtroppo la fine non è stata quella che avrei sognato, arrivare dietro la safety non è bellissimo ma fa niente. Però ho vinto dopo gli ultimi weekend particolarmente difficili, dopo tutto il lavoro messo per trovare il feeling con la macchina, è tornato dove doveva essere. Sono incredibilmente felice. Grazie al team per il lavoro fatto».

Il futuro. Da quando guida per la Ferrari, Leclerc ha un chiodo fisso. Diventare campione del mondo vestito di rosso. Tutto il resto non gli interessa, non ha mai voluto prendere in considerazione le offerte di altre scuderie. Adesso si sta convincendo che la macchina del 2026 abbia ancora margini di progresso. Ha spiegato: «Sì, forse nel finale senza i suoi guai Antonelli sarebbe riuscito ad attaccarmi, ma gli avrei reso la vita dura. Aspettavo da troppo tempo un momento così. La cosa importante è che gli sforzi che stiamo tutti insieme compiendo in fabbrica danno risultato. Siamo stati competitivi per tutto il weekend. Come mi sento adesso? È stato un periodo molto duro, iniziato a Montecarlo: zero feeling. Lo avevo ritrovato solo in parte a Barcellona, poi in Austria ero di nuovo andato male. Qui è andato tutto bene, speriamo adesso di prendere slancio da qui e di continuare così. Mi sono arrabbiato con la Safety Car perché secondo me andava troppo piano aspettando i doppiati per farli passare. Le mie gomme al quel punto erano molto fredde, temevo molto la ripartenza. Tutto sommato per me è stato meglio che sia finita così. Fino a giovedì pensavamo che avremmo fatto fatica, non ci stavamo nascondendo. I dati ci dicevano questo. È importante ora capire anche perché siamo andati molto meglio del previsto».

E magari sarà bene non aspettare un'altra volta 623 giorni..

Sezione: Ferrari / Data: Lun 06 luglio 2026 alle 12:37
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.