La linea del Corriere della Sera è chiara: la Ferrari non ingrana, a farlo è Andrea Kimi Antonelli. Niente più Cavallino, bensì esaltarsi per Andea Kimi Antonelli è la nuova ondata di amore per chi segue il motorsport, Giorgio Terruzzi compreso che scrive così sul Corriere della Sera. 

"Oro e fiele: Antonelli e Leclerc. Da un lato c’è un giovane che disegna una traiettoria perfetta, padrone della macchina, della pista e del risultato. Ha occupato il posto dell’altro — quello di Charles — mentre Leclerc, in un angolo, digerisce un’ennesima e profonda delusione. Kimi domina, vince con autorità e sale sul podio senza curarsi del Principe: perché il principe, in quel momento, è lui. Spinto dal proprio talento e sostenuto da una Mercedes che lo colloca in un’orbita vertiginosa, Antonelli impone il proprio ritmo. L’unico in grado di contrastarlo, Russell, è fuori scena, provato, e ammette: «Al Mondiale ormai non penso più».

Questa incoronazione, autorevole e precoce, scuote i parametri dell’intera Formula 1. Quanto sta facendo Antonelli produce una duplice sofferenza per Leclerc, arrivato nel suo regno con progetti felici: contratto rinnovato con la Ferrari, familiarità con le strade che ama, un pubblico di tifosi devoto e una rete di analisi tecniche a supporto. Charles dovrebbe sapere cosa significa correre per la Ferrari: uno stipendio di rilievo, popolarità, ma — paradossalmente — sembra che la squadra non gli dia ciò che più cerca e conta.

I problemi emergono in modo evidente: complicazioni tecniche, errori in qualifica e gare compromesse. Leclerc spinge, sbatte, si infuria quando viene richiamato ai box per favorire altri, obbedisce e poi finisce fuori, a muro, tradito dall’asfalto di Montecarlo o dai freni — fino al punto in cui perfino i costruttori dei freni avanzano dubbi. La sua espressione, tirata e rassegnata al tramonto di molti GP, è diventata familiare.

Nella gioia disinvolta di Antonelli, Leclerc riconosce qualcosa che avrebbe dovuto essere suo: un traguardo finalmente conquistato dopo anni di attesa. Quel ruolo, per diritto e talento, è sembrato sottratto da un ragazzo apparso in un istante e capace di occupare la scena con naturalezza. A Monaco e oltre, Antonelli porta con sé un vento nuovo: il simbolo di una generazione pronta allo spettacolo, applaudita anche da campioni come Verstappen e Hamilton, che possono concedere il passo con magnanimità.

Per Leclerc, la condanna è doppia: superato in pista e nella traiettoria del destino. Una volta definito il predestinato, oggi affronta mesi difficili, ma imprime con tenacia una ricerca di risposte e conserva la pazienza per ricomporre i frammenti del suo progetto. Servirà coraggio — e quello, per fortuna, non gli manca."

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Sezione: News / Data: Lun 08 giugno 2026 alle 13:44
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.