La reporter di Sky F1 Rachel Brookes ha raccontato di essere stata bersaglio di una pesante ondata di insulti e molestie online dopo aver chiesto a Max Verstappen se il controverso contatto con George Russell nel Gran Premio di Spagna 2025 fosse stato intenzionale. A distanza di un anno, l'episodio continua a far discutere. Nel GP di Barcellona del 2025, Verstappen e Russell entrarono in contatto dopo che il pilota Red Bull era stato invitato dal team a restituire una posizione al britannico in seguito a un precedente episodio in pista. In molti si aspettavano che Verstappen cedesse il posto, ma il contatto tra i due scatenò immediatamente polemiche e speculazioni sulla natura dell'incidente. Parlando nel podcast Road to Success, Brookes ha spiegato che la domanda posta a Verstappen nacque direttamente dalle analisi effettuate durante la trasmissione di Sky Sports.

Il confronto con Verstappen nella media pen

Tra gli ospiti presenti quel weekend c'era infatti Nico Rosberg, campione del mondo 2016, che aveva lasciato intendere di ritenere volontario il contatto. "Nico Rosberg era nel nostro programma quel weekend e aveva suggerito che secondo lui fosse stato deliberato. Era quello che stavano dicendo i nostri opinionisti. Nico, che è stato pilota di Formula 1 e campione del mondo, disse che sembrava intenzionale." La giornalista ha quindi deciso di riportare direttamente quella valutazione a Verstappen nella media pen. "Mi trovavo nella media pen e non c'è persona migliore di un campione del mondo di Formula 1 per spiegarmi cosa possa essere successo in un momento del genere. Non stavo esprimendo un'opinione personale, stavo semplicemente riportando ciò che pensava uno dei nostri esperti. Così ho chiesto a Max: 'È stato intenzionale?'" Secondo il racconto di Brookes, Verstappen rispose chiedendole se la questione avesse davvero importanza. "Mi disse: 'Ma importa davvero?' E io risposi: 'Sì, credo di sì'. Poi me lo chiese di nuovo e aggiunsi che penso importi ai tifosi che guardano la Formula 1 e ai bambini che seguono questo sport." La reporter ha precisato che il pilota olandese interpretò quella risposta come un riferimento al suo ruolo di modello per i più giovani, mentre lei intendeva semplicemente affrontare la questione dal punto di vista degli appassionati. Brookes ha poi raccontato che numerosi professionisti del settore la contattarono privatamente per complimentarsi della domanda. "Ho ricevuto molti messaggi da persone che lavorano nel broadcasting sportivo che mi dicevano: 'Bravo per aver fatto quella domanda'. Nessun altro nella media pen quel giorno gliel'aveva chiesta. Persino alcuni colleghi mi hanno confessato che non l'avrebbero fatto perché avevano timore della reazione."

La situazione cambiò radicalmente sui social network.

La giornalista ha infatti rivelato di aver ricevuto una quantità enorme di messaggi offensivi e attacchi personali dopo l'intervista. "La reazione dei fan e dei social media è stata terribile. Alcune persone mi scrivevano che non avrei mai dovuto avere figli perché sarei un cattivo esempio. Ho ricevuto cose orribili, davvero orribili." Brookes ha aggiunto che molti di quei messaggi provenivano da profili che mostravano foto di famiglia e figli. "Molti arrivavano da account di padri con bambini e figlie. Guardi quelle cose e pensi: fermatevi un attimo. Stiamo parlando di una gara automobilistica. Di Formula 1. Di sport. Ma quello che mi è stato scritto è stato davvero spaventoso." Di fronte all'intensità degli attacchi, la reporter ha infine deciso di chiudere i commenti sui propri profili social per evitare ulteriori molestie.

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Sezione: News / Data: Ven 19 giugno 2026 alle 19:43
Autore: Leonardo Adamo
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