Il limite della Red Bull resta lì, evidente: la vettura fatica quando deve aggredire i cordoli. Max Verstappen lo ha ammesso senza giri di parole, spiegando che il problema non riguarda tanto le sconnessioni, quanto il modo in cui la monoposto reagisce sui cordoli.

“Sullo sconnesso non siamo messi malissimo, ma quando saliamo sui cordoli la macchina diventa complicata. È legato alla filosofia della vettura e al modo in cui cerchiamo prestazione. Stiamo provando a far convivere le due cose, ma il compromesso ancora non c’è”, avrebbe spiegato l’olandese.

A Montreal, il problema si è visto soprattutto in qualifica, quando l’ultima chicane ha messo in crisi la RB22. Verstappen ci ha scherzato sopra, ma il messaggio era chiaro: “Appena ho preso quel cordolo ho capito subito che sarebbe stata dura. La mia schiena non mi avrebbe ringraziato”.

Laurent Mekies, però, non si arrende. Il team principal Red Bull resta convinto che la questione possa essere risolta già nel corso del 2026: “Non vedo perché non dovremmo riuscirci entro questa stagione”.

La vera sfida, però, sarà farlo senza rendere la macchina più lenta. “Si può sistemare un difetto anche peggiorando il rendimento generale, ma non è quello che vogliamo. Dobbiamo trovare una soluzione che tolga il problema e renda la vettura più forte nel complesso”, ha chiarito Mekies.

Red Bull, dunque, cerca una cura vera. Non un cerotto. Perché in una Formula 1 sempre più tirata, anche un cordolo può diventare un giudice severissimo.

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Sezione: News / Data: Lun 01 giugno 2026 alle 17:30
Francesco Franza
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Francesco Franza
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Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari