F1, Retroscena Halo: Pontremoli (Dallara) svela il "trucco" visivo dei piloti e l'origine del sistema

La continua ricerca della sicurezza è un pilastro fondamentale nel mondo della Formula 1. Ogni elemento introdotto sulle monoposto ha una storia complessa alle spalle, fatta di studi approfonditi e, purtroppo, spesso innescata da eventi drammatici. A raccontare la genesi di uno dei dispositivi più dibattuti ma ormai essenziali delle vetture moderne è Andrea Pontremoli, Amministratore Delegato e Socio di Dallara, intervenuto ai microfoni del podcast BSMT di Gianluca Gazzoli.

L'origine dell'Halo: una risposta alla tragedia

Nel corso dell'intervista, Pontremoli ha spiegato come il lavoro dei progettisti sia costantemente influenzato da ciò che accade in pista. Ad ogni incidente grave, l'azienda di Varano de' Melegari viene interpellata per capire quali modifiche apportare alla generazione successiva di monoposto per eliminare quello specifico rischio. Il manager ha ricordato come l'introduzione dell'Halo sia stata una risposta diretta e necessaria al fatale incidente di Jules Bianchi, sottolineando l'obbligo morale e tecnico di studiare contromisure adeguate dopo eventi di tale gravità.

Il tavolo tecnico con la FIA

Il processo che ha portato l'Halo sulle vetture non è stato il frutto di un'iniziativa isolata, ma di uno sforzo congiunto ai massimi livelli del motorsport. Pontremoli ha chiarito che fu esplicitamente la FIA a pretenderne l'implementazione, radunando tutti i costruttori attorno a un tavolo tecnico per discutere e definire l'approccio migliore. L'Halo ha rappresentato la risposta ingegneristica concreta portata in pista per soddisfare quelle rigidissime direttive di sicurezza.

Il "trucco" visivo dei piloti: come scompare il pilone centrale

L'aspetto più affascinante svelato dall'AD di Dallara riguarda le iniziali resistenze dei protagonisti del volante. Al momento dell'introduzione, molti lamentavano l'impossibilità di guidare con un pilone piantato in mezzo al campo visivo. La spiegazione di Pontremoli, tuttavia, smonta questo mito svelando un meccanismo biologico: grazie alla visione binoculare, il cervello umano si adatta rapidamente alla presenza dell'ostacolo, finendo per non percepirlo più. Un fenomeno naturale che ha fatto scomparire del tutto il presunto problema di visuale, rendendo il dispositivo perfettamente tollerato da tutti gli alfieri della griglia.

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Sezione: News / Data: Ven 03 aprile 2026 alle 16:06
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate