Il 27 maggio 2006 Michael Schumacher finì al centro di una delle pagine più discusse della sua carriera. Durante le qualifiche del GP di Monaco, il tedesco fermò la Ferrari alla Rascasse, provocando le bandiere gialle e impedendo agli avversari, Fernando Alonso su tutti, di migliorare il tempo.

La pole sembrò inizialmente sua, ma dopo una lunga indagine i commissari decisero di retrocederlo in fondo alla griglia. Una sentenza durissima, ma per molti inevitabile.

Flavio Briatore fu netto: “Non è finito contro il muro, ha semplicemente lasciato lì la macchina”. Keke Rosberg usò parole ancora più pesanti, definendo l’episodio “uno dei gesti più scorretti mai visti in Formula 1”.

Schumacher, invece, respinse ogni accusa: “In situazioni così ognuno vede ciò che vuole vedere: chi ti attacca penserà male, chi ti sostiene ti crederà”.

Anni dopo, però, Felipe Massa e Ross Brawn hanno raccontato un retroscena destinato a riaccendere il caso: l’idea di provocare una bandiera gialla era emersa quasi per scherzo in una riunione Ferrari. Massa ricordò: “Non pensavo potesse farlo davvero. Il problema è che poi non lo ammise”.

Brawn fu ancora più lucido: “Michael era spinto da una fame di vittoria enorme. A volte questa forza lo portava oltre il limite. Monaco fu una sciocchezza, uno di quegli errori che ha commesso poche volte nella sua carriera”.

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Sezione: News / Data: Mer 27 maggio 2026 alle 13:15
Francesco Franza
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Francesco Franza
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Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari