Il Gran Premio d’Australia ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nella Formula 1 moderna. In particolare, quanto accaduto alla partenza a Melbourne ha fatto riflettere diversi protagonisti del paddock: il contatto sfiorato tra Franco Colapinto e Liam Lawson è stato evitato per pochi istanti, ma secondo molti piloti è stato soprattutto un episodio fortunato. In un gruppo compatto e con vetture molto vicine tra loro, basta un minimo errore per trasformare una situazione già complessa in un incidente serio.

Il primo giro, da sempre uno dei momenti più caotici della gara, diventa ancora più delicato con l’introduzione di nuove soluzioni tecniche pensate per migliorare le prestazioni e lo spettacolo. Tuttavia, non tutti sono convinti che queste innovazioni vadano nella direzione giusta, soprattutto quando si tratta di sicurezza.

La modalità SLM sotto accusa

Tra i piloti che hanno espresso dubbi c’è Carlos Sainz, che ha parlato apertamente delle sensazioni provate in pista. “La mia più grande preoccupazione in gara è il primo giro. Con la modalità SLM (Straight Line Mode), mi sentivo davvero insicuro quando tutti erano sul rettilineo di ritorno”, ha spiegato lo spagnolo.

Questa modalità consente l’apertura degli elementi aerodinamici anteriori e posteriori della vettura, riducendo drasticamente il carico aerodinamico. Il risultato è una monoposto più veloce sul dritto, ma allo stesso tempo meno stabile e più difficile da controllare. In un contesto già complesso come quello dei primi giri, con molte vetture ravvicinate e scarsa visibilità, questa perdita di stabilità può aumentare sensibilmente il rischio di errori o contatti.

Un sistema che divide il paddock

Sainz non ha nascosto le sue perplessità sull’utilizzo di queste soluzioni tecniche anche nei momenti più critici della gara. “Il primo giro e i sorpassi non sembrano particolarmente sicuri con la modalità SLM al momento”, ha avvertito il pilota, sottolineando come la sicurezza debba restare la priorità assoluta.

Secondo lo spagnolo, l’aerodinamica attiva non rappresenta una vera soluzione ai problemi attuali della categoria. “A mio parere, non dovremmo aver bisogno di aerodinamica attiva per le corse”, ha aggiunto, suggerendo che si tratti solo di un compromesso tecnico. Per Sainz, infatti, l’introduzione di questi sistemi servirebbe principalmente a compensare la mancanza di potenza dei motori moderni, ma rischierebbe di farlo a discapito della sicurezza in pista.

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Sezione: News / Data: Lun 09 marzo 2026 alle 17:30
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari