Dopo le qualifiche di Miami, l’attenzione si sposta su una possibile gara sotto la pioggia, scenario che in Formula 1 non è mai banale. Questa volta, però, c’è un elemento in più: le nuove gomme intermedie stanno ancora lasciando più dubbi che certezze, e un GP bagnato potrebbe trasformarsi in un banco di prova decisivo.

Nel paddock cresce infatti la sensazione che le coperture attuali fatichino a entrare rapidamente nella finestra ideale di utilizzo, complice una costruzione rivista e dimensioni differenti rispetto al passato. Meno superficie di contatto e una diversa gestione dell’energia sembrano rendere più complicato generare temperatura, soprattutto nelle fasi iniziali.

"Abbiamo iniziato i test con pochi riferimenti concreti e condizioni particolari, quindi i primi feedback indicavano che portare le gomme alla giusta temperatura non era semplice, soprattutto con clima freddo", ha spiegato Simone Berra.

Le difficoltà non si fermano qui. Anche nelle prove successive, in condizioni leggermente migliori, il comportamento non è cambiato radicalmente: "I piloti hanno continuato a segnalare che il riscaldamento resta complicato, in particolare all’anteriore, dove mantenere la temperatura corretta è una vera sfida".

Per cercare una soluzione, Pirelli ha introdotto un primo correttivo aumentando la temperatura delle termocoperte: "Siamo passati da 60 a 70 gradi per aiutare la fase iniziale, dopo riscontri incoraggianti nei test, ma serve capire l’impatto reale in gara".

Il punto critico è proprio questo: i test finora hanno fornito indicazioni limitate. Solo una situazione reale, con più vetture in pista contemporaneamente, può restituire un quadro attendibile.

"Ecco perché una gara sul bagnato potrebbe darci risposte più chiare: con tanti team coinvolti si ottiene una visione molto più completa", ha aggiunto Berra.

Paradossalmente, quindi, la pioggia a Miami potrebbe trasformarsi in un’opportunità. Non tanto per lo spettacolo, che resta comunque un fattore, quanto per capire davvero se queste gomme sono all’altezza o se c’è ancora molto lavoro da fare dietro le quinte.

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Sezione: News / Data: Dom 03 maggio 2026 alle 13:21
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari