Ferrari potrebbe affrontare la sfida più grande con i cambiamenti ai motori del 2027, perché il suo turbo di dimensioni ridotte rischia di diventare un limite alle alte velocità. Secondo quanto descritto da Motorsport Giappone, Mercedes sembra la più avvantaggiata, con il suo ICE (motore a combustione interna) già considerato uno dei più performanti della griglia. Anche Red Bull–Ford potrebbe trarne beneficio, poiché il limite più basso all’MGU‑K potrebbe ridurre uno dei problemi che attualmente la affliggono.

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Il regolamento

La FIA ha recentemente annunciato di aver trovato un accordo con tutte le squadre di F1 e i produttori di unità di potenza (PU) per adeguare le normative PU della prossima stagione. La potenza massima dell’ICE sarà aumentata di 50 kW, arrivando a circa 450 kW (612 CV). Al contrario, la potenza dei motori elettrici sarà ridotta di 50 kW e limitata a un massimo di 300 kW (408 CV). Questo cambiamento dovrebbe risolvere il problema della “mancanza di potenza” e rendere la regola PU 2026 più realistica.

Nel regolamento introdotto per il 2026 la potenza era stata fissata in rapporto 50:50 tra ICE e parte elettrica, su richiesta delle case. All’inizio si voleva mantenere tale equilibrio, ma ha prevalso una scelta pragmatica. Riducendo la potenza elettrica si abbassa anche il consumo per giro, diminuendo la necessità di strategie di rigenerazione estrema che alcuni circuiti richiedevano. Inoltre, l’ICE produrrà di più grazie a una maggiore portata di carburante, quindi la potenza complessiva non calerà. Tuttavia non basta “aumentare la portata e ridurre la potenza elettrica”: l’affidabilità può diventare un problema perché motori non progettati per tale carico lavoreranno più a lungo sotto tensione elevata.

Il vincolo del turbo piccolo

In ogni caso, tutti e cinque i produttori di PU stanno già sviluppando una nuova unità per la prossima stagione e hanno inserito le specifiche iniziali del PU 2027 nelle loro linee di sviluppo. La sfida di Ferrari riguarda il “turbo piccolo”, che sta progressivamente diventando un vincolo rispetto ad altri costruttori. Ferrari si sta preparando anche per la possibilità di beneficiare di ADUO. Attualmente si stima che sia circa il 2% indietro rispetto a Mercedes in termini di potenza massima, e l’attenzione è su eventuali aggiornamenti per ridurre questo divario. La domanda chiave è se Ferrari abbia già inserito contromisure nella sua roadmap di sviluppo.

Il punto di forza della PU Ferrari è la risposta in partenza. Questo perché, prevedendo l’abolizione dell’MGU‑H con i nuovi regolamenti, la Scuderia ha adottato un turbo di piccole dimensioni per ridurre l’inerzia e limitare il calo di risposta. Senza l’MGU‑H, la pressione del turbo non può essere immediatamente aumentata all’avvio, quindi il piccolo turbo aiuta a mantenere la prontezza. Tuttavia, con l’adeguamento delle procedure di avvio e i progressi nei controlli elettronici da parte delle altre squadre, questi vantaggi stanno lentamente scomparendo. Al momento il vantaggio Ferrari in partenza è minimo e il suo turbo di piccole dimensioni emerge come un punto debole in zone di alta velocità. Per risolvere il problema probabilmente servirà un turbo più grande, che permetta di ottenere una spinta maggiore. Altrimenti, anche con l’aumento della produzione ICE dovuto alla maggiore portata di carburante, la debolezza del piccolo turbo resterà evidente e potrebbe frenare le prestazioni della Ferrari.

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Sezione: News / Data: Sab 16 maggio 2026 alle 11:18
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.