L’esordio della nuova era della Formula 1 a Melbourne ha lasciato in dote una vittoria di George Russell, ma anche una scia di polemiche tecniche che promettono di infiammare i prossimi mesi. Al centro del mirino c'è il debutto del Straight Line Mode (SLM), la soluzione introdotta per compensare i limiti di erogazione delle nuove power unit 50/50 tra termico ed elettrico. Se per la FIA è la chiave dello spettacolo, per Carlos Sainz, protagonista di una rimonta frustrante chiusa al 15° posto dopo un cambio d'ala, si tratta di un rimedio che rischia di trasformarsi in un azzardo per la sicurezza dei piloti.

Un cerotto per nascondere i limiti dei nuovi motori

Il pilota spagnolo non ha usato giri di parole per descrivere la gestione dell'energia in pista, definendo l'attuale sistema come una toppa necessaria ma mal concepita. "La mia preoccupazione principale riguarda l'approccio alla gara, specialmente durante il primo giro. Sul rettilineo posteriore, con tutti che utilizzavano il Straight Line Mode contemporaneamente, la situazione è parsa davvero al limite. Ho percepito un pericolo concreto; controllare la vettura mentre ci si trova in scia e con il sistema attivo è diventato estremamente complesso" ha spiegato il madrileno. Secondo Sainz, l'attivazione delle ali mobili per generare velocità di punta è solo una maschera: "Questa modalità non è altro che un cerotto applicato sopra il problema reale del motore per tamponare i deficit di erogazione che stiamo riscontrando. Al momento, gareggiare e tentare i sorpassi con questo sistema non mi sembra affatto un'operazione sicura".

Il rischio nei tratti veloci e le incertezze della FIA

La tensione è salita alle stelle soprattutto nei tratti non perfettamente rettilinei di Albert Park, dove il bilanciamento delle monoposto viene messo a dura prova dal cambio repentino di configurazione aerodinamica. "Se si viaggia solo in rettilineo il problema è relativo, quasi come il vecchio DRS. Ma quando si affrontano curve veloci come la 7 o la 8 e si attiva il sistema, la sensazione diventa subito precaria. In circuiti come questo, dove l'energia scarseggia, siamo costretti a usare il Straight Line Mode anche in punti dove non dovremmo pur di proteggere la batteria" ha rincarato la dose lo spagnolo. Sainz ha poi evidenziato come senza questo aiuto la F1 rischierebbe la paralisi: "Il punto non è il sistema in sé, perché ne abbiamo bisogno. Avete visto tutti quanto lift and coast abbiamo dovuto fare in qualifica; senza questa modalità non potremmo nemmeno correre con l'attuale gestione dell'energia. È una soluzione a una formula motoristica che, a mio avviso, attualmente non sta funzionando nel verso giusto".

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Sezione: News / Data: Dom 08 marzo 2026 alle 13:45
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.