Alla vigilia del debutto stagionale a Melbourne, Lewis Hamilton si presenta con uno spirito diverso rispetto a dodici mesi fa. Come raccontato dall’inglese ai microfoni di Daniele Sparisci e Giorgio Terruzzi del Corriere della Sera, il sette volte iridato vive questo avvio come una ripartenza personale oltre che sportiva. Dopo un 2025 complicato, il britannico parla di introspezione e responsabilità: "Si tratta di analizzare dove ti trovi, fissare obiettivi e capire come raggiungerli".

Il riferimento all’“anno del Cavallo” secondo il calendario cinese diventa metafora di libertà mentale e rinnovamento. "Nel momento in cui ti fai schiacciare dalla pressione rischi di perdere il divertimento", spiega, rivendicando la necessità di ritrovare entusiasmo. La nuova monoposto, su cui lavora da oltre un anno insieme agli ingegneri, porta a suo dire anche una traccia del suo “Dna”. Un dettaglio che alimenta la convinzione: "Questa squadra ha tutto per vincere".

Tra cinema, impegno e diritti

L’orizzonte di Hamilton non si limita alla pista. Dalla produzione cinematografica fino alla fondazione Mission 44, il campione intreccia sport e responsabilità sociale. "Possiamo davvero cambiare le cose se lo vogliamo", afferma, ricordando le difficoltà vissute da ragazzo e l’importanza di offrire opportunità concrete a chi parte svantaggiato.

Il mondo, secondo lui, non sta facendo passi avanti sui diritti: "Sembra un caos". Ecco perché invita le nuove generazioni a cercare riferimenti solidi: "Procuratevi una biografia di Nelson Mandela". Un richiamo netto anche sull’uso dei social, strumenti potenti ma ambivalenti, che rischiano di amplificare divisioni anziché consapevolezza.

La sfida interna e la fede Ferrari

Il confronto con Charles Leclerc è inevitabile, ma Hamilton evita contrapposizioni: "La Ferrari è una cosa sola". L’obiettivo dichiarato è condiviso, anche se l’ambizione personale resta intatta: "È chiaro che vorrei essere io a vincere".

L’esperienza maturata e il lavoro svolto in anticipo sul progetto 2026 rappresentano, nelle sue parole, un vantaggio rispetto al passato. I test non hanno fornito certezze, ma la convinzione è rimasta salda. "Sono venuto in Ferrari perché ci credevo e ci credo ancora".

In un ambiente vissuto quasi come una fede collettiva, Hamilton prova a trasformare l’entusiasmo in risultati. Promesse non ne fa, ma il messaggio è chiaro: la stagione che sta per iniziare non sarà solo un altro capitolo, bensì una prova di maturità per lui e per tutto il Cavallino.

Sezione: Ferrari / Data: Mar 03 marzo 2026 alle 17:10 / Fonte: Fonte: Corriere della Sera (intervista di Daniele Sparisci e Giorgio Terruzzi)
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari