Il colore verde richiama tradizionalmente speranza e ambizione, ma in casa Aston Martin F1 Team l’atmosfera è tutt’altro che serena alla vigilia del Gran Premio d'Australia. La squadra britannica, che ha affidato la guida tecnica a Adrian Newey, rischia di presentarsi al primo appuntamento stagionale con più dubbi che certezze. Le difficoltà emerse nei test in Bahrain hanno lasciato strascichi pesanti, soprattutto sul fronte dell’affidabilità della nuova power unit Honda. Nell’ultima giornata di prove, Lance Stroll è riuscito a percorrere appena sei tornate, un dato che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione la fragilità del pacchetto tecnico. E ora a Melbourne lo scenario potrebbe non essere molto diverso.

Il nodo Honda e le “vibrazioni anomale”

Il problema principale riguarda il sistema ibrido. Dalla casa giapponese è arrivata l’ammissione di “vibrazioni anomale” che stanno compromettendo l’integrità delle batterie. A confermarlo è stato Ikuo Takeishi, spiegando che le cause profonde non sono ancora del tutto individuate. Le soluzioni tampone adottate nelle ultime settimane avrebbero ridotto l’intensità del fenomeno, ma una correzione strutturale non sarebbe prevista prima dell’appuntamento di Suzuka. In questo contesto, l’obiettivo a Melbourne rischia di ridursi al minimo sindacale: superare la soglia del 107% in qualifica, prendere il via e poi limitare i chilometri per evitare guai peggiori alle due monoposto di Fernando Alonso e Stroll. Un piano prudente, che sa però di resa anticipata.

Squadra di crisi e reputazione in bilico

Per fronteggiare l’emergenza è stato creato un gruppo di lavoro congiunto tra Silverstone e il quartier generale Honda in Giappone. Gli ingegneri sono in costante contatto con Sakura per individuare l’origine delle criticità, mentre anche Andy Cowell sarebbe stato coinvolto direttamente nel tentativo di accelerare la soluzione. La priorità, al momento, non è la prestazione ma la semplice affidabilità. Secondo indiscrezioni, Newey avrebbe commentato con amara ironia che il motore non avrebbe “abbastanza potenza nemmeno per ricaricare la batteria”, con un deficit stimato intorno agli 80 cavalli. Un colpo durissimo per il progetto voluto da Lawrence Stroll, che ha investito risorse enormi in strutture e personale di alto livello. Il sogno iridato non è cancellato, ma l’inizio rischia di trasformarsi in un brusco richiamo alla realtà.

Sezione: News / Data: Mar 03 marzo 2026 alle 13:45
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari