La vita famigliare che ti indeebolisce. La lettura di Johny Herbert sembra provenire da un altro secolo e si scaglia contro Max Verstappen. Non è soltanto una questione di risultati o di cicli tecnici. A cambiare, secondo qualcuno, è l’uomo prima ancora del pilota. Johnny Herbert, ex Formula 1 e oggi osservatore attento delle dinamiche del Circus, ha offerto una chiave di lettura interessante: la vita familiare avrebbe reso Verstappen meno spigoloso, più riflessivo, pur senza intaccarne l’istinto competitivo. Un’analisi che apre uno squarcio su una fase nuova della carriera del campione olandese.

Intervenendo nel podcast “Stay On Track”, Herbert ha collegato l’evoluzione di Verstappen a fattori che vanno oltre il volante. “C’è anche l’aspetto personale che sta incidendo, la dimensione familiare ha iniziato a pesare nel suo modo di porsi”, ha spiegato, lasciando intendere che l’aggressività pura degli esordi abbia lasciato spazio a una gestione più matura delle situazioni. Un concetto condiviso anche da Damon Hill, che nel dialogo ha sottolineato come Max stia guardando al futuro con uno sguardo più ampio. “Ha tante ambizioni, vuole esplorare altro, e ha appena 28 anni. In fondo, è solo all’inizio di una fase diversa”, è stata la riflessione dell’ex campione del mondo. Una maturazione evidente, anche se non priva di contraddizioni.

Tra maturità e vecchi istinti

Herbert non nega che certi tratti del Verstappen più ruvido siano ancora lì, pronti a riemergere. L’episodio di Barcellona, con il contatto ruota a ruota con George Russell, resta emblematico. “A volte rivedi quel Max di una volta, basta un attimo e riaffiora”, ha osservato. Ma il giudizio complessivo resta positivo: secondo Herbert, oggi Verstappen appare più consapevole, meno impulsivo, capace di scegliere quando attaccare e quando gestire. Un’evoluzione che lo rende ancora più pericoloso nel lungo periodo, soprattutto in un contesto tecnico e sportivo in continuo mutamento come quello della Formula 1 moderna.

La fame dopo il titolo perso

Il tema si intreccia inevitabilmente con la sconfitta subita nel Mondiale 2026, perso contro Lando Norris. Per Herbert, quel ko non ha fatto altro che riaccendere il fuoco. “Max non è uno che si accontenta. Chi ha vinto ora farebbe bene a godersela, perché lui tornerà”, è il messaggio lanciato dall’ex pilota britannico. Nessuna resa, nessun appagamento. Solo una determinazione che, pur incanalata in una versione più equilibrata di sé, promette di rimettere Verstappen al centro della lotta iridata, con una calma nuova ma con la stessa ferocia agonistica di sempre.

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Sezione: News / Data: Gio 15 gennaio 2026 alle 19:16
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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