Sembrava il momento della consacrazione definitiva, invece la stagione 2025 di Oscar Piastri ha preso una piega inattesa proprio quando il titolo sembrava a portata di mano. Dopo il ritiro di Lando Norris a Zandvoort, il pilota australiano aveva il Mondiale nelle sue mani, forte di una continuità impressionante e di una freddezza che aveva stupito il paddock. Poi qualcosa si è incrinato. Errori, prestazioni opache e una serie di weekend difficili hanno rimesso tutto in discussione, alimentando interrogativi tecnici e psicologici su un talento che fino a quel momento appariva inattaccabile.

Tra assetto, stile di guida e fiducia

A sollevare il tema è stato Marcin Budkowski, ex direttore esecutivo Alpine, intervenuto nel podcast di RacingNews365, indicato come fonte delle sue dichiarazioni. L’analisi parte da aspetti concreti, legati alla vettura e ai tracciati affrontati nella fase finale della stagione. Secondo Budkowski, “è sempre l’incrocio tra comportamento della macchina e modo di guidare del pilota a determinare il risultato, soprattutto quando le condizioni di pista cambiano e il grip cala”. Un concetto che si lega anche alle parole del team principal McLaren Andrea Stella, convinto che i circuiti a bassa aderenza abbiano messo in difficoltà lo stile pulito e poco aggressivo di Piastri. Tuttavia, l’ex dirigente francese ha aperto uno spiraglio più delicato, sottolineando come “non si possa escludere che, oltre alla tecnica, sia entrato in gioco anche un fattore mentale”, soprattutto considerando quanto l’australiano avesse impressionato per solidità emotiva nella prima metà del campionato.

Baku come punto di svolta della stagione

L’episodio chiave resta il weekend di Baku, dove tutto ha iniziato a sgretolarsi. Un errore spettacolare in gara, una qualifica deludente e una gestione complessiva lontana dagli standard precedenti hanno inciso sulla fiducia del pilota. Budkowski ha spiegato che “un errore così evidente, non abituale per lui, può lasciare strascichi importanti quando sei in lotta per il titolo”. Non si parla di fragilità conclamate, ma di un equilibrio sottile che, una volta incrinato, può condizionare anche i piloti più freddi. In un contesto di pressione crescente e con avversari pronti ad approfittarne, Piastri ha perso quella lucidità che lo aveva reso una delle sorprese più solide della f1 formula 1 moderna. Una lezione dura, ma potenzialmente decisiva per la sua maturazione futura nel mondo della f1.

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Sezione: News / Data: Sab 17 gennaio 2026 alle 07:15
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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