L’ingresso di Red Bull nel mondo dei motoristi di Formula 1 è uno dei passaggi più delicati e affascinanti del nuovo ciclo tecnico. Dal 2026 la scuderia di Milton Keynes produrrà in casa la propria power unit e, dietro le quinte, il lavoro è già febbrile. In questo scenario complesso, fatto di simulazioni, numeri e strategie, emerge un elemento chiave che va oltre i banchi prova: il contributo diretto del pilota. E per Red Bull, avere Max Verstappen rappresenta molto più di un semplice valore aggiunto.

Il peso del pilota nello sviluppo tecnico

A sottolinearlo è Ben Hodgkinson, direttore tecnico di Red Bull Powertrains, che ha parlato ai media indicando l’olandese come un riferimento fondamentale nello sviluppo della nuova power unit, come riportato da RacingNews365. Secondo Hodgkinson, “il vero impatto di Max si vedrà quando potrà spingere la macchina in pista, perché è lì che emergono sensazioni e dettagli impossibili da replicare altrove”. Verstappen ha già lavorato intensamente al simulatore, fornendo indicazioni preziose, ma il salto di qualità arriverà quando potrà interpretare il motore nelle condizioni reali di gara. In un’epoca in cui il regolamento impone un equilibrio sempre più sottile tra meccanica ed elettronica, il feedback del pilota diventa uno strumento di sviluppo tanto importante quanto un aggiornamento aerodinamico. Un approccio che potrebbe fare la differenza nella futura f1 formula 1.

ERS e strategia: il talento che fa la differenza

Il nuovo regolamento sulle power unit prevede una ripartizione quasi paritaria tra motore endotermico ed energia elettrica, con l’ERS chiamato a incidere in modo massiccio sulla prestazione complessiva. Hodgkinson ha spiegato che “una quota così elevata di potenza elettrica apre a diverse modalità di utilizzo, rendendo la gestione strategica un fattore centrale”. Ed è qui che entra in gioco Verstappen. La capacità di prendere decisioni rapide, adattare lo stile di guida e comprendere il comportamento della vettura in tempo reale sarà determinante. Secondo il tecnico britannico, “la dote di Max nel leggere le situazioni mentre viaggia a oltre 300 km/h è semplicemente fuori scala”, una qualità che potrebbe offrire a Red Bull un vantaggio concreto rispetto alla concorrenza. In una f1 sempre più complessa e guidata dalla strategia energetica, l’intelligenza in pista diventa potenza pura.

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Sezione: News / Data: Sab 17 gennaio 2026 alle 08:40
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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