Il Gran Premio d'Australia 2026 si è aperto con un colpo di scena che ha rimescolato immediatamente i valori visti in qualifica. La ferrari f1 ha messo a segno uno scatto magistrale: Charles Leclerc è volato dalla quarta alla prima posizione, mentre Lewis Hamilton è risalito dalla settima alla terza piazza in poche centinaia di metri. Sebbene il vantaggio della Rossa in fase di trazione fosse già emerso durante i test in Bahrain, quanto accaduto a Melbourne ha tinte quasi surreali: il "miracolo" di Maranello è stato infatti propiziato da un clamoroso blackout energetico che ha colpito quasi tutta la griglia, Mercedes inclusa.

Il blackout dei rivali e la sorpresa di Leclerc

Allo spegnimento dei semafori, molti piloti si sono ritrovati con le power unit "mute", prive della spinta elettrica necessaria per uno scatto ottimale. Un errore collettivo nella gestione del giro di formazione ha lasciato molti top team con le batterie scariche proprio nel momento cruciale. Charles Leclerc ha ammesso candidamente che il suo scatto non era affatto perfetto come sembrava dall'esterno. “A dire il vero, la mia carica era estremamente bassa e inizialmente ho temuto di sprofondare in ottava o nona posizione; poi però mi sono reso conto che tutti intorno a me stavano soffrendo lo stesso problema e io, pur essendo lontano dall'ideale, ero quello messo meno peggio di tutti”, ha spiegato il monegasco, evidenziando come la f1 oggi sia diventata una sfida di equilibrismo elettrico sin dal warm-up.

Un vantaggio reale o un'illusione australiana?

Il balzo in avanti delle Rosse ha parzialmente mascherato il divario prestazionale che ancora le separa dalla Mercedes W17. Se in qualifica il distacco era apparso quasi proibitivo, la partenza "a rilento" degli avversari ha permesso a Leclerc e Hamilton di lottare per il podio, ma la realtà tecnica è più complessa. Lewis Hamilton ha analizzato con lucidità la situazione, sottolineando che il margine dei suoi ex compagni di squadra è ancora significativo. “Nonostante la splendida partenza e il divertimento in pista, credo che il divario rispetto alla Mercedes sia in realtà più ampio di quanto non racconti l'ordine d'arrivo; hanno ancora una gestione dell'energia e una costanza sul giro secco che noi dobbiamo ancora trovare, specialmente nella fase di ricarica della batteria durante la gara”, ha dichiarato il sette volte campione del mondo, mettendo in guardia i tifosi della f1 da facili entusiasmi.

Il rebus del giro di ricognizione e il consumo occulto

La criticità principale risiede nella nuova ripartizione della potenza, che ora vede una dipendenza massiccia dalla parte ibrida. Durante le procedure di partenza, i sistemi elettronici e le termocoperte virtuali consumano una quantità enorme di energia, che deve essere recuperata durante l'unico giro di schieramento. Tuttavia, con le attuali velocità ridotte imposte per mantenere le temperature ideali, l'MGU-K non riesce a generare abbastanza carica. Chi non è riuscito a completare la ricarica si è trovato costretto a utilizzare mappature di emergenza, perdendo decine di cavalli proprio nello scatto iniziale. Questo fenomeno ha creato un effetto fisarmonica pericoloso, con alcune vetture che "stallavano" elettronicamente mentre altre riuscivano a scaricare tutta la potenza a terra. Gli ingegneri di pista hanno dovuto lavorare freneticamente via radio per istruire i piloti su come gestire i manettini nei pochi secondi prima del via. 

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Sezione: Ferrari / Data: Mer 11 marzo 2026 alle 10:31
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.