Aston Martin sembra essere in ritardo per l'esordio del Bahrain, eppure qualcuno crede che Fernando Alonso possa essere una mina vagante per il mondiale.  Quando si parla di F1 e di pronostici, soprattutto in vista di un cambio regolamentare epocale come quello del 2026, le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Ma questa volta il nome che rimbalza dal paddock ha spiazzato anche gli addetti ai lavori più navigati. Heinz-Harald Frentzen, ex pilota di Formula 1 e voce mai banale quando si parla di tecnica e talento puro, ha indicato Fernando Alonso come possibile campione del mondo 2026. Una scelta che va contro l’anagrafe, contro le tendenze recenti e contro la narrazione dominante, ma che poggia su basi tutt’altro che irrazionali.

Secondo Frentzen, l’età non rappresenta un limite quando il pacchetto tecnico e l’esperienza si incontrano nel momento giusto. “Fernando è ancora uno di quelli capaci di fare la differenza vera, soprattutto quando la macchina nasce bene. In un reset totale come il 2026, uno così può diventare letale”, è il senso della sua analisi. Non è un caso che Aston Martin F1 abbia di fatto sacrificato gran parte del 2025 per concentrarsi sul nuovo ciclo tecnico. Il progetto AMR26, firmato da Adrian Newey, verrà svelato il 9 febbraio e rappresenta il cuore della scommessa del team di Silverstone. Una vettura pensata senza compromessi, costruita attorno a regolamenti completamente nuovi e affidata a un pilota che da anni dimostra di saper leggere meglio di chiunque altro le fasi di transizione.

Alonso, esperienza e fame intatta

A rafforzare il quadro c’è anche il racconto di Mark Slade, ex ingegnere McLaren, che ha riportato un episodio emblematico dei tempi di Alonso a Woking. Dopo una prestazione particolarmente intensa, lo spagnolo decise di regalare mille euro a ciascun meccanico del team. Un gesto di riconoscenza che, paradossalmente, rischiò di costare caro allo staff quando la direzione sportiva intervenne per bloccare l’iniziativa. “Fernando è sempre stato così: vive il team, sente il lavoro degli altri come parte del suo”, ha ricordato Slade. Un approccio che oggi, in un contesto come quello di Aston Martin, potrebbe fare la differenza.

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Sezione: News / Data: Gio 15 gennaio 2026 alle 18:01
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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