I 396 punti di Max Verstappen contro i 382 ottenuti insieme da Charles Leclerc e Lewis Hamilton raccontano in modo brutale il fallimento della SF-25. Il dato è devastante, simbolo di una stagione in cui la Ferrari non è mai riuscita a tenere il passo. Le parole pronunciate ieri da Hamilton, concentrate sulle molte aree da cambiare, riflettono una convinzione che il campione inglese porta dentro da mesi come raccolto in esclusiva da F1-News.eu. È a Maranello per vincere l’ottavo titolo, non per convivere con una squadra che non lo ascolta. Hamilton guarda oltre i risultati negativi, li considera parte del processo, ma ciò che lo ferisce davvero è la sensazione di non essere stato preso in considerazione nei momenti cruciali. Dai dossier tecnici ai consigli strategici, troppo poco è stato recepito. E la speranza del sette volte iridato è che l’inverno che arriva segni finalmente un punto di svolta nei rapporti interni.
Il dato che condanna la SF-25 e inchioda la Ferrari
La matematica non lascia scampo, e quando la si guarda da vicino diventa quasi imbarazzante. Verstappen, da solo, ha fatto meglio dell’intero reparto corse di Maranello. I 396 punti del campione Red Bull contro i 382 complessivi dei due ferraristi sono una fotografia impietosa della stagione. Non si tratta soltanto di un confronto tra un fenomeno e due ottimi piloti, ma del riflesso di una vettura nata male, sviluppata peggio e mai in grado di stare al passo delle rivali dirette. La SF-25 ha vissuto una stagione di alti e bassi, più bassi che alti, con un rendimento tanto discontinuo da trasformare ogni weekend in una lotteria. I numeri, da soli, spiegano l’umore cupo che si respira a Maranello e il perché delle dichiarazioni sempre più dure da parte dei piloti, Hamilton su tutti.
Hamilton oltre la frustrazione, l’obiettivo resta l’ottavo titolo
La stagione nera non ha scalfito la volontà di Hamilton, che continua a guardare al futuro con la stessa determinazione con cui si è presentato in rosso a inizio anno. Non è interessato ai record negativi, non perde tempo con statistiche che non portano da nessuna parte, il suo vero obiettivo è riportare la Ferrari a essere una squadra vincente. Per lui cadere fa parte del percorso, e anzi è convinto che sia proprio nelle fasi più difficili che si costruiscono le basi dei trionfi successivi. Tuttavia, dietro le sue parole si nasconde una rabbia accumulata lungo tutta la stagione, un fastidio crescente per un contesto in cui troppo spesso i suoi suggerimenti sono stati ignorati. La sua convinzione è che la Ferrari abbia ascoltato poco e agito meno, e che questo abbia rallentato in modo decisivo la crescita del progetto. Da qui nasce la sua “frecciata” post gara, una frase che non è sfogo, ma un campanello d’allarme per chi deve prendere decisioni.
La delusione più grande: non essere stato ascoltato
Hamilton ha vissuto l’annata con un’idea chiara in testa, contribuire con la propria esperienza a costruire una Ferrari più forte, moderna e aggressiva. Eppure, il racconto interno della squadra dice che molte sue osservazioni non sono state accolte con la tempestività che avrebbe voluto. Il britannico non lo dice apertamente, ma la sua frase dopo la gara lo tradisce. In altre parole, Hamilton vuole sentirsi parte attiva del progetto, essere ascoltato davvero, vedere le sue idee trasformarsi in azioni. È questa la ferita che brucia più dei risultati e più dei numeri. La prossima stagione dirà se Maranello avrà compreso il messaggio.
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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