L'incidente da 50G che ha visto protagonista Oliver Bearman a Suzuka ha squarciato il velo sulle criticità del nuovo regolamento 2026. Mentre il pilota della Haas fortunatamente ne è uscito solo con qualche livido, il paddock è in rivolta. Andrea Stella, Team Principal della McLaren, ha guidato il fronte dei critici, chiedendo alla FIA misure urgenti per correggere un sistema di gestione dell'energia che sta trasformando le piste in zone ad alto rischio. Il problema non è più teorico: è reale, tangibile e, secondo Stella, non può più essere ignorato in questa f1.

Il pericolo del delta velocità: un divario da 50 km/h

La dinamica del crash ha esposto il "bug" del sistema 2026: il momento in cui una vettura esaurisce l'energia elettrica (fase di "super clip") mentre chi segue è in pieno "deployment" (boost). Bearman si è trovato a chiudere su Franco Colapinto con una differenza di velocità di 50 km/h in un punto velocissimo come la curva Spoon. Un divario talmente ampio da rendere impossibili le manovre difensive standard, trasformando un normale duello in una collisione ad altissima energia. Per Stella, questa situazione era ampiamente prevedibile e i team avevano già lanciato l'allarme durante i test invernali della f1 oggi. Andrea Stella è stato categorico nel chiedere un cambio di rotta immediato alla Federazione: “Quanto accaduto a Oliver non è affatto una sorpresa; avevamo già segnalato durante i test che la differenza di velocità tra una vettura in fase di ricarica e una in piena spinta elettrica sarebbe stata un problema. La FIA deve inserire questo tema in cima alla propria agenda regolamentare. Non abbiamo alcuna intenzione di restare a guardare aspettando che accada qualcosa di veramente grave prima di agire. Oggi abbiamo avuto un avvertimento serio: Oliver è stato fortunato a cavarsela con poco, ma non possiamo permetterci di ignorare questo segnale se vogliamo garantire la sicurezza nella f1 formula 1 del futuro”.

La responsabilità dei team e il nodo regolamentare

La richiesta di Stella non è isolata: anche Toto Wolff e Carlos Sainz hanno espresso forti preoccupazioni, sottolineando come sui circuiti cittadini (Baku o Singapore) un impatto simile contro i muretti avrebbe conseguenze ben peggiori. La FIA ha promesso una revisione strutturale dopo le prime gare, ma i team premono per modifiche ai software di gestione energia già per la trasferta di Miami. Il rischio è che i piloti inizino a correre con il "freno a mano tirato" per paura di tamponamenti a catena, snaturando lo spirito agonistico che dovrebbe vedere la ferrari f1 e gli altri top team lottare per la vittoria. Sull'urgenza degli interventi, il manager McLaren ha aggiunto riflessioni profonde: “Abbiamo tutti la responsabilità collettiva di implementare quelle azioni necessarie, specialmente sotto il profilo della sicurezza. Questa situazione richiede un approccio proattivo: non servono misure reattive prese dopo un disastro, ma soluzioni permanenti studiate ora. La gestione dell'energia deve essere più armonizzata per evitare questi delta di velocità folli tra le macchine in pista. È una questione di buon senso sportivo e di tutela per i ragazzi che siedono in quegli abitacoli”. Le prossime f1 news chiariranno se la Federazione accoglierà questo grido d'aiuto.

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Sezione: News / Data: Lun 06 aprile 2026 alle 15:03
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.