Yuki Tsunoda non sembra destinato a tornare come pilota titolare in Formula 1 nel 2027. Sempre più segnali indicano infatti che il pilota giapponese potrebbe trasferirsi negli Stati Uniti, dove — sostenuto da Honda — avrebbe la possibilità di rilanciare la propria carriera in IndyCar. Dopo una stagione difficile come compagno di squadra di Max Verstappen, la Red Bull Racing ha deciso di non confermarlo lo scorso inverno, sostituendolo con Isack Hadjar. Mentre Hadjar sta facendo una buona impressione accanto al quattro volte campione del mondo, Tsunoda sta attualmente ricoprendo il ruolo di pilota di riserva per Red Bull Racing e, occasionalmente, per Racing Bulls. Nel frattempo, il suo manager messicano sta cercando di riportarlo su un sedile da titolare in Formula 1. Se lo scorso anno il suo nome era spesso al centro del “silly season”, oggi la situazione è diversa: Tsunoda è stato collegato soltanto alla Haas, ma il team americano non sembra considerarlo un’opzione per il 2027. La Haas starebbe valutando l’ingaggio di un pilota giapponese, ma questo dovrebbe provenire dall’orbita Toyota, partner del team. Come noto, Tsunoda è invece da anni legato a Honda, storica rivale. In ogni caso, Haas non è necessariamente focalizzata su un pilota giapponese: oltre a Oliver Bearman — destinato a restare nel team — sono in corsa anche Esteban Ocon, Rafael Câmara (Ferrari Academy) e Leonardo Fornaroli (riserva McLaren).

Tsunoda verso l’IndyCar?

Yuki Tsunoda sta guardando sempre più oltre la Formula 1. Il suo legame con Honda resta molto forte e questo potrebbe facilitare un passaggio negli Stati Uniti. Honda è infatti uno dei due fornitori di motori in IndyCar e ha quindi un ruolo influente nel paddock americano. Per Tsunoda, la IndyCar potrebbe rappresentare un’opportunità importante sia dal punto di vista sportivo che economico. Il livello della categoria, infatti, non è quello di un Verstappen o di un Hamilton, e questo rende possibile per piloti meno affermati ottenere vittorie importanti. Takuma Sato potrebbe essere un esempio per lui: un pilota giapponese che non è riuscito a emergere in Formula 1 ma che ha vinto due volte la prestigiosa Indianapolis 500. Ancora la scorsa stagione, a 49 anni, ha partecipato a questa gara iconica. L’esperienza in IndyCar ha garantito a Sato diversi milioni tra stipendi e sponsor, un modello che Tsunoda potrebbe replicare trasferendosi oltreoceano. Con il sostegno di Honda, l’intero Giappone continuerebbe a seguire il suo pilota più rappresentativo, soprattutto se dovesse approdare in un top team. Un sedile potrebbe aprirsi in Chip Ganassi nel caso in cui Scott Dixon decidesse di ritirarsi. Il team più competitivo della IndyCar utilizza motori Honda e schiera il campione in carica e attuale leader del mondiale Alex Palou.

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Sezione: News / Data: Mar 30 giugno 2026 alle 19:23
Autore: Leonardo Adamo
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