Il fine settimana del Gran Premio di Spagna sul tracciato di Madrid ha evidenziato limiti strutturali importanti per la Ferrari, costretta a fare i conti con un compromesso d'assetto rivelatosi penalizzante. L'analisi tecnica della prestazione del Cavallino mette in luce come la SF-26 abbia pagato a caro prezzo una scelta di estrema rigidità meccanica sulle sospensioni.

A differenza della concorrenza, che ha privilegiato soluzioni più docili per aggredire i cordoli, la monoposto di Maranello ha mostrato una risposta rigida e marcata, particolarmente in difficoltà nel primo settore e nel delicato passaggio della prima chicane. Tale configurazione, pensata per gestire le forti compressioni della curva parabolica "Monumental", ha però limitato notevolmente la trazione nei tratti a bassa velocità e costretto i piloti a traiettorie più conservative.

Le difficoltà riscontrate in pista confermano che il pacchetto tecnico della Rossa ha faticato a trovare l'armonia ideale su un tracciato complesso e selettivo come quello spagnolo. Resta ora da verificare se, a partire dal prossimo appuntamento di Baku, gli ingegneri sapranno correggere il tiro adottando una messa a punto più flessibile.

Sezione: Ferrari / Data: Mar 15 settembre 2026 alle 12:03
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.