Le quote detenute da Otro Capital in Alpine continuano ad attirare attenzione nel paddock, trasformandosi in uno dei dossier più caldi di questa fase della Formula 1. Dell’interesse di Christian Horner si parlava già da tempo, anche perché Flavio Briatore non aveva nascosto che attorno alla squadra francese si stesse muovendo più di un soggetto importante. Ora però il quadro si allarga: secondo indiscrezioni emerse nelle ultime settimane, anche Toto Wolff starebbe osservando da vicino l’operazione. Alpine, pur senza entrare nei dettagli, ha confermato che esistono diversi interlocutori interessati e che i dialoghi sono ancora aperti. Dal team è arrivata una linea prudente: “Il team viene contattato regolarmente da più parti e potenziali investitori”, ma la priorità, almeno ufficialmente, resta la pista e il recupero di competitività.

Wolff contro Horner? In realtà la posta in gioco è più alta

Ridurre tutto all’ennesimo capitolo della sfida personale tra Wolff e Horner sarebbe però limitante. Certo, l’eventuale ingresso del manager Mercedes darebbe ancora più pepe a una rivalità già storica, ma qui il tema è soprattutto strategico. Horner potrebbe vedere in Alpine una strada concreta per rientrare in Formula 1 con un peso diverso, in un “ruolo di rango superiore”, come più volte lasciato intendere in passato. Sul fronte Mercedes, invece, il ragionamento sembra ancora più strutturato: Alpine oggi è cliente di Mercedes HPP e, dopo l’addio al progetto motori di Viry, utilizza propulsori e trasmissioni della casa tedesca. Per questo motivo, capire chi potrà influenzare il futuro della scuderia francese significa anche difendere equilibri industriali e sportivi destinati a incidere fino alla fine del decennio.

Non solo affari: gli altri team osservano con sospetto

L’eventuale ingresso di nuovi investitori in Alpine non avrebbe effetti soltanto economici. In Formula 1, ogni movimento proprietario viene letto anche in chiave politica e competitiva. Un coinvolgimento di Mercedes, anche solo parziale, potrebbe alimentare dubbi tra i rivali, soprattutto sul tema delle collaborazioni tra team sempre più vicini sul piano tecnico. Già in passato Zak Brown aveva sollevato perplessità su alcune strutture di controllo interne al circus, segno che il confine tra partnership e influenza resta molto sensibile. C’è però un elemento che rende il caso Alpine diverso da altri: Renault manterrebbe comunque il 76 per cento della squadra, conservando quindi una solida maggioranza. Tradotto: chi entrerà non avrà il volante totale del progetto, ma potrebbe comunque spostare parecchio gli equilibri del futuro.

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Sezione: News / Data: Mar 10 marzo 2026 alle 17:00
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari