Le nuove norme tecniche previste per il 2026 continuano a dividere il paddock. Dopo le critiche già espresse da alcuni piloti, tra cui il campione del mondo Max Verstappen, anche Bernie Ecclestone interviene nel dibattito con toni tutt’altro che concilianti.

L’ex numero uno della Formula 1, oggi 95enne, osserva con preoccupazione l’evoluzione della categoria: "La Formula 1 ora compete di più con la Formula E. Forse ai fan piace, ma io non ci credo". Un’affermazione che fotografa il timore di un progressivo spostamento verso una dimensione sempre più elettrificata e meno legata alla tradizione delle monoposto spinte dal puro istinto agonistico.

Secondo Ecclestone, la direzione intrapresa potrebbe snaturare l’identità storica del campionato, trasformandolo in qualcosa di diverso rispetto a ciò che per decenni ha attratto milioni di spettatori nel mondo.

“Un mondiale di piloti, non di ingegneri”

Il cuore della critica è netto: "Il pericolo è che perdiamo i tifosi". Per l’imprenditore britannico, la massima serie dovrebbe restare un campionato incentrato sui piloti, "e non uno di ingegneri".

Il riferimento è alla crescente complessità tecnica che caratterizzerà il nuovo ciclo regolamentare: maggiore centralità della gestione energetica, parametri più stringenti, procedure articolate. Elementi che, se da un lato esaltano l’innovazione, dall’altro rischiano di rendere meno immediata la lettura delle gare.

Ecclestone sottolinea come l’aumento di regole e limitazioni possa generare smarrimento tra gli appassionati: "Ancora più regolamenti, ancora più regole per i conducenti, non fare questo, non fare quello". E aggiunge che all’inizio del nuovo corso "ci sarà confusione", perché pubblico e addetti ai lavori dovranno familiarizzare con meccanismi inediti.

Visioni opposte nel paddock

Le perplessità dell’ex patron si inseriscono in un contesto già acceso. Lo stesso Verstappen aveva dichiarato nei test invernali che l’eccessiva enfasi sulla gestione dell’energia snatura lo spirito della categoria: "Per me questa non è semplicemente la Formula 1".

Una posizione che, secondo Ecclestone, riflette un disagio reale: il nuovo regolamento non rappresenterebbe "il suo modo di guidare la Formula 1".

Di tutt’altro avviso il presidente e amministratore delegato Stefano Domenicali, convinto che le polemiche rientreranno rapidamente. A suo giudizio, una volta spente le luci del debutto stagionale, le critiche "scompariranno e saranno dimenticate".

Resta ora da capire quale delle due visioni prevarrà: quella che difende l’innovazione come chiave del futuro o quella che teme una rottura troppo brusca con l’essenza più autentica della Formula 1.

 
Sezione: News / Data: Dom 01 marzo 2026 alle 23:15
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari