In un paddock di Vallelunga oscurato dalle nuvole, dove il rombo dei motori GT accompagna la preparazione della nuova stagione, abbiamo incontrato una figura che ha fatto parlare molto di sé negli ultimi mesi, ben oltre i cordoli della pista. Laura Villars, pilota francese classe 1997, ha recentemente segnato un primato storico diventando la prima donna a candidarsi ufficialmente alla presidenza della f1 (attraverso la guida della FIA), sfidando apertamente Mohammed Ben Sulayem. La candidatura saltà per un vincolo tecnico: creare una squadra di governo di dieci persone rispettando i vincoli geografici (tutte e sei le regioni del mondo rappresentate, due dall’Europa, uno dal Nord America, uno dal Sud America, uno dall’Asia-Pacifico, uno dal Medio Oriente-Nord Africa e uno dall’Africa) è necessario per supportare la candidatura, ma si dà il caso che la lista di vicepresidenti è di 29 persone con un solo rappresentante del Sud America, una fedelissima di Ben Sulayem. Mentre si prepara a scendere in pista nel campionato GT Cup con la Ferrari 296 del team Marzialetti, Villars ha risposto alle domande del nostro direttore, Mirko Borghesi, ripercorrendo i motivi di una candidatura che puntava a rivoluzionare i vertici del motorsport internazionale.

L'intervista: una visione nuova per la Federazione

Laura, sei stata la prima donna candidata alla presidenza della FIA. Perché hai deciso di compiere questo passo e qual era il tuo vero intento?

"È importante sottolineare che non ero sola; eravamo un team di circa dieci persone. Professionisti che hanno lavorato all'interno della FIA e nei vari club automobilistici. La Federazione ha due anime: quella sportiva e quella legata alla mobilità, e noi abbiamo analizzato entrambe. Sentivamo che alla FIA mancasse qualcosa: un tocco di gioventù, una ventata di novità."

I pilastri del programma: Giovani, Donne e Budget

"Avevamo progetti concreti per aiutare i giovani piloti a emergere, dando a tutti la possibilità di allenarsi seriamente.Inclusione Femminile? Volevamo abbattere le barriere per le donne. Troppo spesso il budget ferma i talenti prima ancora che possano dimostrare il proprio valore. Era un punto fondamentale che tutto il nostro team sentiva di dover sviluppare."

Sicurezza Stradale: "Sulla parte mobilità, avevamo un programma ambizioso per raggiungere l'obiettivo di 'zero morti sulle strade' entro il 2035. Quando siamo stati pronti, abbiamo detto: 'Facciamo la candidatura'. Io rappresentavo questo team e il suo lavoro, e mi ha fatto molto piacere portare avanti queste idee."

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Sezione: News / Data: Gio 16 aprile 2026 alle 12:39 / Fonte: Mirko Borghesi da Vallelunga
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.