Nel paddock della Formula 1 si torna a parlare di possibili interpretazioni al limite del regolamento, questa volta legate ai propulsori 2026. Secondo diverse indiscrezioni, Mercedes e Red Bull avrebbero individuato una soluzione tecnica capace di garantire qualche prezioso centesimo in qualifica, un margine minimo ma spesso determinante nelle prime file. Non si tratta di un’irregolarità evidente, quanto piuttosto di una lettura intelligente delle norme, sfruttando dettagli poco chiari. In particolare, l’attenzione si è concentrata sulla gestione dell’energia elettrica nelle fasi finali del giro lanciato, dove ogni frazione di secondo può fare la differenza tra pole position e seconda fila.

Il ruolo della batteria e la “zona grigia”

Il nodo riguarda il comportamento della batteria quando si avvicina allo scaricamento. Il regolamento impone una riduzione graduale della potenza, pari a 50 kW al secondo, per evitare cali improvvisi e potenzialmente pericolosi. Tuttavia, questa limitazione non viene applicata nel caso in cui l’MGU-K venga disattivato per motivi di sicurezza. Proprio qui si inserisce il presunto stratagemma: sfruttando questa eccezione, i team avrebbero potuto mantenere la massima erogazione di potenza fino alla fine del giro, anche con batteria quasi esaurita. Una volta spento il sistema, però, il regolamento impedisce la riattivazione immediata, rendendo la soluzione utilizzabile solo negli ultimi metri della sessione.

L’intervento della FIA e i rischi in pista

Pur non configurandosi come una violazione diretta, questa pratica ha sollevato dubbi importanti, soprattutto sul piano della sicurezza. Le monoposto, dopo lo spegnimento dell’MGU-K, risultavano molto più lente, creando situazioni potenzialmente pericolose per gli altri piloti. Episodi come il rallentamento di "Alexander Albon" nelle prove a Suzuka hanno contribuito ad accendere l’attenzione. Di fronte a questi rischi, la FIA ha deciso di intervenire rapidamente, chiudendo questa interpretazione e vietandone l’utilizzo. Ancora una volta, la Formula 1 dimostra come il confine tra innovazione e regolamento sia sottilissimo, e come ogni dettaglio possa trasformarsi in un vantaggio… o in un problema.

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Sezione: News / Data: Mer 15 aprile 2026 alle 15:22
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari