La nuova era della Formula 1 si è aperta nel deserto di Sakhir con un colpo di scena tecnico firmato Maranello che ha lasciato a bocca aperta l’intero paddock. Non è solo questione di cronometro, ma di ingegno puro applicato alle pieghe del nuovo regolamento. La ferrari f1 ha presentato soluzioni aerodinamiche audaci, su tutte la ormai celebre ala posteriore soprannominata Macarena, capace di una rotazione complessa che va ben oltre il classico concetto di DRS. In Bahrain, la sensazione è che i tecnici in rosso abbiano trovato una chiave di lettura privilegiata per interpretare le nuove norme, spiazzando una concorrenza che ora osserva con sospetto e ammirazione. 

L'intuizione di Loic Serra e il buco regolamentare Il direttore tecnico della Rossa non ha nascosto una certa soddisfazione nel vedere i volti stupiti dei rivali durante i primi test collettivi. Secondo l'ingegnere francese, il foglio bianco rappresentato dal regolamento 2026 è stato uno stimolo incredibile ma anche un rischio enorme. “Provare certe sensazioni nel vedere come le nostre idee impattano sul resto del gruppo è gratificante. Ricominciare da zero con queste regole è stato elettrizzante, pur rappresentando un’insidia costante. La vera sfida consisteva nel non restare intrappolati in un’unica visione tecnica, cercando invece di mantenere aperte diverse strade evolutive. In un contesto dove non c'è più l'effetto suolo, la chiave del successo risiede nella perfetta simbiosi tra il telaio e l'unita motrice” ha spiegato Serra. Proprio su questo equilibrio si innesta il sistema ribattezzato Macarena, una trovata che promette velocità di punta prima impensabili grazie a una gestione estrema della resistenza all'avanzamento. “Le vecchie norme non permettevano una simile flessibilità, ma studiando i testi abbiamo scovato una zona grigia che ci consente di ottimizzare l'aerodinamica attiva. In questo modo, quando la vettura corre sui rettilinei, assume una configurazione specifica che abbiamo chiamato straight line mode per abbattere il drag” ha aggiunto il tecnico della f1.

La corsa allo sviluppo verso Melbourne e oltre

Mentre i team si preparano al debutto stagionale in Australia, l'attenzione resta alta sulla capacità di reazione degli avversari. Tuttavia, a Maranello sembrano convinti che la base di partenza sia solida e, soprattutto, malleabile. La filosofia di Serra non punta tutto sulla prestazione istantanea, ma sulla futuribilità di un progetto che deve saper crescere nell'arco di ventiquattro Gran Premi. “Non conta solo avere una monoposto veloce oggi, la vera discriminante sarà la nostra rapidità nel farla evolvere durante l'anno. Guardando al valore umano e professionale del gruppo che lavora a Maranello, sono assolutamente fiducioso sul fatto che saremo in grado di portare avanti uno sviluppo costante e vincente” ha concluso il direttore tecnico. Questa visione suggerisce che la f1 oggi non sia più solo una sfida di pura potenza, ma una partita a scacchi giocata sui dettagli regolamentari, dove la Ferrari sembra aver mosso la prima pedina con un anticipo sorprendente. Resta da capire quanto tempo servirà agli altri per decifrare il segreto di quell'ala che ruota e si trasforma, regalando alla SF-26 una marcia in più nel momento del bisogno.

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Sezione: News / Data: Mar 24 febbraio 2026 alle 10:02
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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