La Mercedes si presenta ai nastri di partenza del Gran Premio del Belgio con un pacchetto aerodinamico specificamente studiato per domare i lunghi rettilinei di Spa-Francorchamps. Gli ingegneri di Brackley hanno lavorato minuziosamente sull'efficienza complessiva della vettura, concentrandosi sulla drastica riduzione della resistenza all'avanzamento e sull'ottimizzazione della qualità dei flussi d'aria che avvolgono la monoposto. Gli interventi si diramano dall'avantreno fino al retrotreno, con l'obiettivo di garantire la massima velocità di punta senza sacrificare la stabilità nei tratti misti del secondo settore. Per Antonelli c'è anche un nuovo motore.

L'ala posteriore: riduzione del camber per massimizzare il rapporto L/D

I cestelli posteriori: nuove winglets per la gestione del carico locale

L'avantreno: camber maggiorato sugli endplate per energizzare i flussi verso il retro

Focus Tecnico: Le novità portate in Belgio dalla scuderia di Brackley mirano a stabilizzare la piattaforma aerodinamica allargando la finestra operativa della vettura, curando in modo particolare la pulizia del flusso d'aria incidente (onset flow) che transita dall'ala anteriore verso il retrotreno.

L'ala posteriore: ricerca dell'efficienza e riduzione del drag

Il circuito delle Ardenne impone compromessi drastici. Per rispondere alle necessità imposte dalle lunghissime zone di accelerazione totale, la Mercedes ha deliberato una geometria dell'ala posteriore nettamente più scarica. L'intervento principale si è concentrato sugli elementi superiori dell'ala, i quali presentano una visibile riduzione del camber (la curvatura del profilo). L'obiettivo tecnico di questa scelta è quello di abbattere la downforce locale e tagliare il drag, permettendo alla vettura di raggiungere il target di efficienza aerodinamica (rapporto Lift/Drag) ideale per questo specifico tracciato.

Retrotreno: ottimizzazione del carico locale sui cestelli

Il lavoro di micro-aerodinamica ha coinvolto pesantemente anche il retrotreno, nello specifico l'area circostante le ruote posteriori. I tecnici hanno rivisto sia il posizionamento che l'estensione (span) delle alette (winglets) montate sui cestelli dei freni. Questa variazione geometrica è stata pensata per gestire le continue variazioni del flusso d'aria incidente, garantendo una maggiore solidità del carico locale. La riprofilatura di queste appendici assicura che il posteriore della vettura mantenga un comportamento prevedibile e robusto lungo tutta la finestra operativa della monoposto, specialmente nei curvoni in appoggio.

Ala anteriore: condizionamento dei flussi verso il retrotreno

Le modifiche non hanno risparmiato l'asse anteriore, cruciale per indirizzare l'aria verso il resto del corpo vettura. Il bordo superiore degli endplate dell'ala anteriore è stato ridisegnato applicando un camber decisamente più accentuato. Sebbene questa modifica incrementi le performance aerodinamiche locali della singola componente, la sua funzione primaria risiede nel condizionamento dei flussi: l'aumento della curvatura permette di "pulire" e guidare in maniera più efficiente il flusso d'aria verso le fiancate e il retrotreno della monoposto, migliorando il bilanciamento globale dell'auto. Ci sono poi alcune piccole novità struttura per rendere più solida la vettura dopo il ritiro di Antonelli a Silverstone.

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Sezione: News / Data: Ven 17 luglio 2026 alle 14:17
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
autore
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate