In fretta e in furia, Nico Hulkenberg si è catapultato in pista per disputare un gran premio e andare a punti la domenica. Un classico weekend fuori porta potremmo dire. Ad Auto Motor und Sport, l'ex pilota Renault spiega tutta l'anteprima successa prima di arrivare al Nurburgring, dalla telefonata, alla Red Bull, passando per l'ipotesi di uno scherzo: "Sabato mattina ero a casa a Colonia con un mio amico. Venerdì stavo andando con lui a sciare ma all’ultimo ho deciso di non farlo, quindi ero riposato. Stavamo prendendo un caffè quando è squillato il telefono. Avevo ricevuto un messaggio WhatsApp da Otmar che mi chiedeva dove fossi e se avessi il mio casco con me. La prima cosa che ho pensato è stata ‘cosa sta scrivendo?’, ma poi mi ha chiamato e mi ha chiesto di raggiungerlo in pista il prima possibile. Continuavo a pensare che fosse uno scherzo prima che mi spiegasse che Lance non stava bene e che non sarebbe riuscito a essere in macchina per le qualifiche. Sarei comunque dovuto essere al Nürburgring nel pomeriggio perché avevo altri appuntamenti lì. Ovviamente non avevo con me il casco, ma fortunatamente Schübert (il produttore dei caschi a cui si affida Nico, ndr) lo aveva con sé in pista. Ho usato il casco che avevo in Renault lo scorso anno, come si è potuto vedere dai colori. Purtroppo i caschi rosa di Silverstone erano parcheggiati a casa mia, non immaginavo che li avrei dovuti riutilizzare così rapidamente. La tuta, invece, era in possesso della squadra così come il sedile. Dopo la Gran Bretagna hanno deciso di portarli sempre nella loro dotazione per i GP. Anche la Red Bull mi aveva chiamato, è stata una giornata un po’ frenetica per via del tampone dubbio di Albon, ma poi le sirene di emergenza si sono spente abbastanza in fretta. Di Lance, invece, non sapevo davvero nulla”.

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Sezione: News / Data: Mer 14 ottobre 2020 alle 09:45
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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