Il regolamento tecnico 2026 rappresenta una delle svolte più radicali della storia recente della Formula 1 e in McLaren nessuno ha avuto illusioni fin dal primo sguardo alle nuove norme. A raccontare la portata del cambiamento è stato Rob Marshall, Chief Designer del team di Woking, che ha descritto un quadro fatto di complessità diffuse, dettagli invisibili e decisioni a catena. Non si tratta solo di una macchina più piccola e leggera, ma di un progetto che impone di ripensare ogni singolo componente, anche quelli che non finiscono mai sotto i riflettori.

Un effetto domino che parte dai dettagli invisibili
Marshall ha spiegato come la lettura iniziale del regolamento abbia subito fatto emergere un dato chiaro. “Quando abbiamo analizzato le regole, ci siamo resi conto che non c’era praticamente una parte della vettura che non fosse coinvolta”, ha raccontato a FormulaPassion. Anche elementi apparentemente secondari, come i cuscinetti interni alla trasmissione, entrano nel mirino. “Cambiano i cicli di carico e questo ti obbliga a riprogettare il componente, ma anche il sistema che lo lubrifica. A quel punto inizi a chiederti se servono oli diversi e tutto diventa un nuovo progetto”. A questo si sommano gli interventi più evidenti: dimensioni ridotte, peso inferiore e test di omologazione più severi. “La macchina sarà più corta, più stretta e molto più leggera, ma allo stesso tempo dovrà essere ancora più sicura per i piloti e per chi lavora intorno alla vettura”, ha sottolineato Marshall, chiarendo come la sicurezza resti un vincolo centrale.

Spazi ridotti e libertà solo apparente
Uno degli aspetti più delicati riguarda il packaging. Sulla carta il nuovo regolamento sembra offrire maggiore libertà progettuale, ma la realtà è ben diversa. “Quando entri nel dettaglio capisci che gli spazi sono rigidamente definiti”, ha spiegato Marshall. Motore e cambio hanno dimensioni e posizioni imposte, così come gli assi. Il carburante richiede un volume minimo, mentre la batteria, più grande rispetto al passato, fissa ulteriormente le proporzioni della vettura. “Poi c’è lo spazio per il pilota, che è intoccabile, e a quel punto ti rendi conto che puoi davvero intervenire solo su 15, 20, forse 30 centimetri della lunghezza totale”. È in questo margine ridottissimo che si gioca la vera sfida tecnica del 2026, tra compromessi strutturali, carichi da ripensare e sospensioni da adattare alle nuove stime prestazionali FIA. “È una reazione a catena che cresce senza sosta: inizi da un punto e finisci per dover riprogettare tutto, letteralmente ogni bullone”. Una complessità che spiega perché, in McLaren, il futuro si stia costruendo già oggi.

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Sezione: News / Data: Ven 23 gennaio 2026 alle 17:23
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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