Nel pieno della rivoluzione tecnica che accompagnerà la F1 2026, la McLaren sceglie una strada controcorrente. Mentre alcune squadre, come Haas, stanno già pianificando aggiornamenti ravvicinati, a Woking prevale la cautela. L’obiettivo non è rincorrere subito la prestazione assoluta, ma comprendere fino in fondo una monoposto completamente nuova, figlia di un regolamento che ha cambiato radicalmente i riferimenti tecnici degli ultimi anni. Una scelta che racconta molto dell’approccio metodico adottato dal team britannico.

Barcellona come banco prova, non come vetrina
A chiarire la strategia è stato Oscar Piastri, che ha ridimensionato le aspettative sui primi test stagionali. “La macchina che vedremo a Barcellona non sarà quella che correrà in Australia, ed è una situazione comune a tutti perché siamo ancora troppo all’inizio”, ha spiegato il pilota australiano, secondo quanto riportato da Motorsport. Un concetto ribadito anche da Rob Marshall, chief designer McLaren, che ha escluso un pacchetto di novità sostanziali tra i test e il primo Gran Premio. “Tra Barcellona e Melbourne porteremo più o meno la stessa vettura: la priorità assoluta è capirla”, ha sottolineato. La nuova monoposto è complessa, ricca di soluzioni inedite e tutta da interpretare. “È un progetto totalmente nuovo, con tantissimi parametri da mettere a punto. Inserire subito grandi aggiornamenti rischierebbe solo di confondere il quadro”, ha aggiunto Marshall, spiegando come il team preferisca consolidare la base prima di pensare a ridisegni affrettati.

Aerodinamica e incognite del nuovo ciclo
A completare il quadro ci ha pensato Mark Temple, direttore tecnico responsabile delle prestazioni, che ha evidenziato le incognite legate al nuovo regolamento, soprattutto sul fronte aerodinamico. “Speriamo che ciò che vediamo nei nostri strumenti si traduca fedelmente in pista, ma alcune parti delle nuove regole rendono l’aerodinamica più difficile da prevedere”, ha spiegato. Non tanto imprevedibile, quanto più complessa da leggere senza un riscontro reale. “Siamo ancora all’inizio del ciclo regolamentare e finché non gireremo in pista non sapremo dove sono le differenze tra ciò che simuliamo e ciò che osserviamo davvero”. Proprio per questo, in McLaren c’è grande attesa per i primi chilometri reali. “Solo andando in pista potremo dare un nome a quelle che oggi sono incognite e costruire certezze su cui sviluppare la macchina”. Una filosofia attendista, ma lucida, che potrebbe rivelarsi decisiva nel medio periodo.

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Sezione: News / Data: Ven 23 gennaio 2026 alle 19:51
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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