La nuova riorganizzazione annunciata da Red Bull per il 2026 ha cambiato il destino di Yuki Tsunoda, che dopo cinque stagioni non manterrà un sedile da titolare. La scelta di promuovere Isack Hadjar accanto a Max Verstappen e di completare la line-up con Arvid Lindblad alla Racing Bulls ha chiuso ogni spiraglio per il giapponese. La squadra ha confermato che Tsunoda resterà “come collaudatore e pilota di riserva”, un ruolo che molti addetti ai lavori leggono come un chiaro ridimensionamento. Qui vale la pena notare come l’assunzione più diffusa, che questa sia una decisione puramente tecnica, non sia così solida: spesso a Milton Keynes contano anche i cicli interni e le strategie di medio periodo.
Un percorso in chiaroscuro e opportunità sfumate
Tsunoda era entrato in F1 nel 2021 lasciando una forte impressione al fianco di Pierre Gasly, e per un lungo tratto del suo percorso sembrava poter ambire a qualcosa in più. Ha gestito bene confronti diretti con compagni diversi, da Nyck de Vries a Daniel Ricciardo, ma non è mai riuscito a imporsi come prima scelta nel programma Red Bull. Il suo ritorno momentaneo in squadra, dopo le difficoltà iniziali di Liam Lawson nel 2025, ha mostrato miglioramenti ma non una svolta definitiva. La sua partenza alla Sprint in Qatar, definita “importante per la squadra”, non è però bastata a ribaltare la percezione interna. Qui conviene tener presente una lettura alternativa: non è detto che Tsunoda abbia deluso; può darsi che Red Bull stia semplicemente accelerando il ricambio generazionale.
Un futuro sospeso tra speranza e rischio
Il giapponese resterà quindi nel team come riserva, un compito che in passato ha anticipato un ritorno in griglia per piloti come Alex Albon, ma che allo stesso tempo può essere l’anticamera di un lento allontanamento dal progetto. Con Hadjar in crescita e Lindblad già proiettato verso un sedile stabile, Tsunoda si troverà a competere indirettamente con Lawson per eventuali spiragli futuri. Alcuni analisti sostengono che questo non sia un punto di arrivo, bensì una “pausa strategica”, mentre altri ritengono che sia il segnale più chiaro possibile che Red Bull stia guardando oltre. È la logica spietata del programma giovani: chi non convince del tutto rischia di essere superato da chi arriva con slancio maggiore. Per Tsunoda, ora, l’unico modo per tornare in pista sarà dimostrare che non è solo un buon gregario, ma un pilota che merita davvero un’altra chance.
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