L'atmosfera del Gran Premio d'Italia rievoca in Lewis Hamilton suggestioni profonde, che intrecciano il mito della Scuderia Ferrari con il profondo legame culturale che lo unisce al Paese. Ne ha parlato ai microfoni di Alessandra Retico di Repubblica

Nonostante il derby casalingo con il giovane talento italiano Kimi Antonelli sulla Mercedes, il pilota britannico evidenzia la centralità del marchio di Maranello nel cuore degli appassionati. "Kimi sta dimostrando un valore straordinario e sprona tutti a dare il massimo. Essere al fianco di questi giovani è un privilegio che mi riporta al mio debutto nel 2007. Tuttavia la Ferrari rappresenta l'Italia. Gareggiando qui ho sempre percepito la passione smisurata del pubblico per la Rossa. La Scuderia supera qualsiasi cosa e qualsiasi individuo, e anche stavolta vedo un'autentica marea di tifosi pronti a sostenerci", dichiara Hamilton.

Il weekend monzese è anche l'occasione per ricordare Michael Schumacher, a trent'anni dalla sua prima affermazione sul circuito con la Ferrari. Un punto di riferimento fondamentale nella crescita sportiva dell'inglese: "Michael era un modello quando ero ragazzo. Osservandolo vincere mi domandavo quali sensazioni si provassero dentro quell'abitacolo. La sua continuità, la dedizione e lo sforzo costante mi hanno sempre colpito. Trovarmi oggi nello stesso ruolo mi spinge ad apprezzare con ancora maggiore forza la sua eredità con questo team"

Il rapporto con l'Italia si estende inoltre all'aspetto personale e culturale, nonostante le difficoltà nell'imparare la lingua a causa dei ritmi agonistici: "Ho dovuto sospendere le lezioni di italiano per non disperdere energie durante una stagione complessa. Spero tuttavia di riprendere, perché ho un profondo affetto per questa cultura, i paesaggi e la cucina. Avevo in programma di visitare città come Firenze e Napoli, ma gli impegni correnti al momento me lo impediscono"

Sezione: Ferrari / Data: Ven 04 settembre 2026 alle 10:41
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.