Questo weekend la Formula 1 vivrà il suo primo finale di stagione con titolo in palio dai tempi del famigerato Gran Premio di Abu Dhabi 2021. In quell’anno, la lotta mondiale tra Max Verstappen e Lewis Hamilton terminò in una controversia amarissima. Formula 1 e FIA vennero accusate di non aver applicato correttamente le proprie regole, influenzando così l’esito del campionato. La FIA intervenne con decisione: il direttore di gara Michael Masi fu rimosso, vennero cambiate le normative e introdotti nuovi sistemi per evitare che un simile episodio potesse ripetersi. Ora, quei cambiamenti affrontano la loro prova più dura: la Formula 1 torna proprio sul luogo del dramma per decidere il titolo piloti 2025.
Il caso del 2021
La disputa ruotava attorno alla decisione di Masi di ribaltare la sua chiamata iniziale e permettere ad alcune vetture doppiate di sdoppiarsi durante una Safety Car a fine gara. Al penultimo giro, Masi improvvisamente annunciò che solo una parte delle vetture doppiate avrebbe potuto sdoppiarsi e fece ripartire immediatamente la gara — entrambe decisioni in violazione del regolamento, come la successiva indagine FIA confermò. Le uniche vetture autorizzate a sdoppiarsi furono le cinque tra Hamilton, leader della gara, e Verstappen, secondo. Quel fatto, unito alla fretta improvvisa di riprendere la gara — grazie alla quale Verstappen sorpassò Hamilton e vinse il mondiale — alimentò l’accusa che Masi avesse privilegiato lo spettacolo rispetto allo sport. Curiosamente, uno dei piloti nella posizione migliore per osservare la scena era l’attuale leader del mondiale 2025, Lando Norris. Era lui in testa al gruppo di cinque doppiati dietro Hamilton, che Masi spostò di mezzo. Masi disse ai commissari di aver scelto di “rimuovere le auto doppiate che avrebbero interferito nella lotta tra i leader”, lasciando però quelle tra Verstappen e Sainz, terzo, e altre vetture, ancora doppiate. La decisione sorprese Norris, come si evince dai suoi messaggi radio (sotto). Dopo la gara, rese molto chiara la sua opinione sulle ragioni per cui le regole non erano state applicate. “Non sapevo che fossero solo le prime tre o quattro macchine a passare,” disse. “Quindi è stato ovviamente fatto per avere un duello. Era per la TV, ovviamente. Era per il risultato.” La F1 fece di tutto per aumentare il pubblico in occasione del primo finale di stagione con titolo in palio dall’arrivo di Liberty Media quattro anni prima. Alle emittenti in chiaro dei paesi di Hamilton e Verstappen fu data la rara possibilità di trasmettere la gara in diretta, e la F1 dichiarò che oltre 108 milioni di persone la seguirono. Il CEO della F1, Stefano Domenicali, disse l’anno successivo di non credere che l’episodio avesse avuto un impatto negativo sulla popolarità della serie: “Se guardi quello che sta succedendo quest’anno, è enorme,” disse. “Se fosse stato così negativo, non vedrei quei numeri di spettatori alle gare e nel mondo.” Tuttavia ammise che avrebbe preferito evitare un finale così controverso: “Dal punto di vista commerciale, adorerei vedere un’altra stagione che si decide all’ultimo giro dell’ultima gara — magari con meno tensioni di questo tipo — perché sarebbe fantastico.”
Le modifiche FIA
Dopo l’indagine, la FIA introdusse diverse modifiche alla gestione gara per evitare che gli stessi errori si ripetessero. In particolare, il sistema che identifica quali vetture devono sdoppiarsi — prima fatto manualmente — fu automatizzato. Furono assunti nuovi membri, creato un Virtual Race Control per assistere la direzione gara in pista e adottate misure per isolare il direttore dalle pressioni dei team, come quelle esercitate da entrambi i contendenti al titolo quattro anni fa. Ma qualunque sistema, alla fine, dipende dalla persona che lo utilizza e dalla sua capacità di prendere decisioni corrette, come ammise lo stesso Domenicali: “La FIA ha preso seriamente la questione e vuole migliorare il sistema. Ma alla fine, la performance di chi lavora in F1 riguarda anche capacità personali, abilità, buone decisioni o errori personali. E questo esisterà sempre in ogni sport.” Le circostanze della gara determineranno se qualcuno si troverà di fronte alla stessa pressione che Masi affrontò quattro anni fa.
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