Nel silenzio dei regolamenti tecnici, lontano dai riflettori puntati su aerodinamica e motori, esiste un componente che negli ultimi anni ha deciso campionati, polemiche e squalifiche: il flow meter. Con l’arrivo delle nuove Power Unit 2026, anche questo strumento cambia pelle e diventa ancora più sofisticato. Un’evoluzione tutt’altro che marginale, perché dal controllo del flusso di carburante passa una parte fondamentale dell’equilibrio tecnico e politico della Formula 1.

Una doppia anima per un controllo totale

Come raccontato da Motorsport Italia, il nuovo flow meter sviluppato da Allengra rappresenta un vero salto generazionale. A spiegarne la complessità è stato Niels Junker, co-CEO dell’azienda, che ha chiarito come il dispositivo sia composto, di fatto, da due unità integrate in un’unica struttura compatta. Una è destinata alle squadre, l’altra è completamente criptata e accessibile solo alla FIA. Junker ha spiegato che “si può immaginare come un sistema doppio, in cui i due condotti hanno geometrie differenti, rendendo già a livello meccanico estremamente complicato qualsiasi tentativo di allineamento perfetto”. Non si tratta solo di una scelta progettuale, ma di una precisa strategia di controllo: due tubi diversi, due comportamenti diversi, un’unica certezza per la Federazione. Questo approccio è stato uno degli elementi decisivi che hanno portato la FIA a scegliere Allengra come nuovo fornitore ufficiale per l’era 2026.

Frequenze, anti-aliasing e sicurezza multilivello

Il vero cuore del sistema, però, è elettronico. Ogni tubo utilizza una propria frequenza di misurazione, diversa e protetta da funzioni di anti-aliasing. Junker ha sottolineato come “anche ipotizzando che una squadra riuscisse a sincronizzarsi con la frequenza del proprio sensore, non avrebbe mai accesso a quella dell’unità criptata FIA”. Questo crea un doppio livello di protezione: prima meccanico, poi digitale. Le funzioni anti-aliasing impediscono qualsiasi tentativo di ricostruzione o allineamento del segnale, rendendo impossibile replicare i dati reali utilizzati dalla Federazione per i controlli. Il risultato è un sistema a sicurezza stratificata, pensato per prevenire qualsiasi forma di manipolazione, anche teorica. In un’epoca in cui ogni dettaglio può fare la differenza tra vittoria e squalifica, il flow meter 2026 diventa così uno degli strumenti più decisivi dell’intero regolamento tecnico, destinato a restare nell’ombra ma con un peso enorme sul futuro della F1 Formula 1.

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Sezione: News / Data: Sab 10 gennaio 2026 alle 12:39
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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