La pausa di aprile capita quasi come una benedizione per una Red Bull irriconoscibile. Altro che squadra da battere: l’inizio del 2026 ha mostrato una monoposto lontana dai riferimenti e incapace di reggere il passo dei migliori. Il problema, a quanto pare, non sarebbe soltanto nella power unit, ma soprattutto in una vettura nata male. Max Verstappen l’ha definita più volte “non guidabile”, mentre Isack Hadjar è stato ancora più duro, spiegando che il motore è “buono”, ma il telaio è “terribile”. Per Laurent Mekies e per il nuovo corso del team è già arrivato il primo vero esame: servono risposte rapide, perché continuare così significherebbe non solo perdere terreno, ma anche alimentare nuovi dubbi sul futuro di Verstappen.

Anche in casa Williams il bilancio è molto più amaro delle attese. Dopo gli investimenti, i progressi del 2025 e l’arrivo di Carlos Sainz, ci si aspettava una squadra pronta a fare un salto deciso. Invece, fin qui, il bottino è stato minimo e la FW48 ha evidenziato limiti evidenti, a partire dal peso e dalla mancanza di competitività. James Vowles non ha nascosto la gravità del momento: “Ogni singola ora di quella pausa di cui abbiamo bisogno per tornare sul piede anteriore quando torneremo a Miami”. Un messaggio chiaro, che racconta bene quanto a Grove sentano l’urgenza di intervenire subito.

Aston Martin-Honda, più problemi del previsto

Se c’è un team che forse aveva bisogno di fermarsi più di tutti, quello è Aston Martin. La nuova collaborazione con Honda era destinata a richiedere tempo, ma le difficoltà emerse nelle prime uscite sono state persino superiori alle previsioni. In Giappone la AMR26 è sembrata la vettura meno efficace sul giro secco e in gara Alonso e Stroll hanno lottato più con i propri limiti che con i rivali. Stroll ha parlato di un vero e proprio “campionato Aston Martin”, fotografia impietosa di una squadra confinata nelle retrovie.

Qualcosa, però, si è visto: Honda è riuscita almeno a portare la vettura fino al traguardo senza cedere sul fronte energetico, aspetto che rappresentava una delle principali preoccupazioni. Restano però le vibrazioni e una base tecnica ancora fragile. Fernando Alonso ha spiegato che questi problemi hanno avuto un’intensità variabile per tutto il weekend di Suzuka, segnale di una situazione ancora poco chiara. Proprio per questo la pausa può diventare essenziale: meno pressione immediata, più tempo per leggere i dati e costruire una direzione tecnica credibile.

Cadillac, pausa utile per crescere davvero

Discorso diverso per Cadillac, che nonostante i limiti inevitabili da esordiente ha avuto un avvio meno negativo del previsto. Le prestazioni pure non bastano ancora per pensare a qualcosa di più delle ultime posizioni, ma il fatto di aver portato entrambe le monoposto al traguardo in Cina e in Giappone è già una base concreta su cui lavorare. Per una squadra appena entrata in Formula 1, avere affidabilità e un clima interno positivo non è un dettaglio.

Adesso, però, arriva il passaggio decisivo. La sosta di aprile offre a Cadillac un’occasione rara: fermarsi, analizzare, capire e presentarsi a Miami con un pacchetto più maturo. Valtteri Bottas ha già confermato che gli aggiornamenti per la MAC-26 sono in arrivo, e proprio il weekend americano dirà se il progetto può iniziare a costruire qualcosa di serio oppure restare soltanto una presenza dignitosa in fondo al gruppo.

f1 news, ferrari f1, f1, f1 formula 1, f1 oggi

 
Sezione: News / Data: Mer 01 aprile 2026 alle 14:22
Autore: Francesco Franza
vedi letture
Francesco Franza
autore
Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari