Lewis Hamilton non riesce ancora a trovare il giusto feeling con la Ferrari SF-26 aggiornata. Il quarto tempo nelle FP2 del Gran Premio degli Stati Uniti, a 615 millesimi dal compagno Charles Leclerc, racconta soltanto una parte delle difficoltà incontrate dal sette volte campione del mondo ad Austin. A rendere ancora più evidente il problema è stato un lungo scambio radio con il suo ingegnere di pista, durante il quale il britannico ha chiesto ripetutamente spiegazioni sul distacco accusato dall'altra Ferrari. "Dove sono quei sei decimi?", la domanda di Hamilton, visibilmente insoddisfatto del comportamento della monoposto. Una conversazione interessante anche dal punto di vista tecnico, perché permette di individuare le zone del circuito nelle quali Leclerc riesce a costruire il proprio vantaggio e la modifica richiesta da Lewis per provare a recuperare prestazione.

Hamilton non trova il feeling con la Ferrari

Il venerdì di Austin ha restituito due situazioni piuttosto differenti all'interno del box Ferrari. Leclerc ha concluso davanti a tutti entrambe le sessioni di prove libere, mostrando un adattamento immediato al nuovo pacchetto aerodinamico, mentre Hamilton ha incontrato maggiori difficoltà nella ricerca del bilanciamento. Occorre ricordare che il britannico ha svolto un lavoro comparativo nelle FP1, utilizzando completamente la configurazione aggiornata soltanto nella seconda sessione. Un programma che gli ha lasciato meno tempo per comprenderne il comportamento, ma che non basta da solo a spiegare il distacco. Dopo il tentativo con gomme morbide, Hamilton ha manifestato apertamente la propria insoddisfazione: "Sì, mi manca davvero qualcosa... La macchina va un po' dove vuole, amico. Dove perdo quei sei decimi?". Poi, ancora più diretto: "Dove sto perdendo tutto questo tempo?". Santi ha inizialmente indicato il punto di corda della curva 12, ma Hamilton ha chiesto un confronto più preciso: "Mi dai semplicemente i tempi dei settori?". La risposta dell'ingegnere ha chiarito immediatamente la situazione: "Primo settore praticamente identico, quattro decimi persi nel secondo e due nel terzo". Il problema, dunque, non riguarda l'intero giro: Hamilton riesce a tenere il passo di Leclerc nella prima parte del COTA, ma perde quasi tutto il terreno nelle due sezioni successive.

Quattro decimi nel secondo settore: Santi indica le curve decisive

È proprio questo il passaggio più significativo della conversazione. Hamilton vuole sapere dove nasca una differenza così marcata fra due monoposto dello stesso team e chiede ulteriori dettagli: "Va bene, ma quei quattro decimi nel secondo settore da dove arrivano? Dalla curva 12?". Santi entra allora nel merito del confronto, indicando diversi punti nei quali Leclerc riesce a essere più efficace: "Al punto di corda della 7, in uscita dalla 9, in uscita dalla 11 e al punto di corda della 12. Inoltre, frena meglio alla 12, sia nel picco di pressione sia nella fase di rilascio". Le differenze non sono concentrate in un unico errore, ma distribuite lungo una sequenza di curve che richiede caratteristiche differenti alla monoposto. Particolarmente interessante il riferimento alla curva 11, che immette sul lungo rettilineo opposto: perdere velocità in uscita significa compromettere anche la successiva fase di accelerazione. Alla curva 12, invece, diventa fondamentale la stabilità della vettura durante una frenata particolarmente impegnativa. La descrizione di Santi suggerisce difficoltà sia nella precisione della traiettoria sia nella gestione del bilanciamento, ma non permette di attribuirle automaticamente a un difetto specifico del nuovo pacchetto Ferrari. La SF-26 di Leclerc, del resto, ha dimostrato che la prestazione è disponibile. Hamilton deve ancora trovare il modo di sfruttarla con continuità, senza essere costretto a correggere continuamente la monoposto.

Hamilton chiede più ala anteriore: Ferrari al lavoro sul set-up

La parte conclusiva del team radio racconta anche la direzione nella quale Hamilton intende lavorare. Dopo aver ricevuto le informazioni sul confronto con Leclerc, il britannico chiede una modifica all'avantreno: "Sì, mentre rientro vorrei un po' più di ala anteriore, per favore". Santi domanda quanto intervenire e arriva la risposta: "Più due". Una richiesta precisa, che indica la volontà di aumentare l'incidenza dell'ala per cercare una risposta migliore della monoposto, soprattutto nelle fasi di inserimento e percorrenza. Due scatti di regolazione non rappresentano una modifica radicale, ma su vetture così sensibili possono cambiare le sensazioni del pilota. Non è comunque detto che aggiungere carico all'anteriore risolva da solo le difficoltà, perché ogni intervento modifica anche l'equilibrio complessivo della vettura. Il confronto con Singapore è interessante: appena due settimane fa Hamilton aveva spiegato come una variazione all'ala, effettuata per cercare maggiore prestazione, avesse reso la Ferrari troppo nervosa nella Q3. Ad Austin il problema si ripresenta sotto una forma differente, con una monoposto che il britannico continua a non sentire completamente propria.

Sezione: News / Data: Sab 24 ottobre 2026 alle 00:09
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
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Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate