Il Gran Premio di Cina 2026 ha riservato il colpo di scena più amaro proprio nel momento del gran finale. A soli dieci giri dal traguardo, la Red Bull di Max Verstappen ha alzato bandiera bianca, costringendo il quattro volte campione del mondo a un ritiro che pesa come un macigno sul morale e sulla classifica. L'olandese, che stava tentando una rimonta furiosa per strappare la quinta posizione alla Haas di Oliver Bearman, ha dovuto accostare a bordo pista, sancendo la fine di un weekend che per la scuderia di Milton Keynes si è rivelato un autentico calvario tecnico sin dalle prime sessioni di venerdì.

Un weekend da incubo per il muretto di Mekies

Il KO tecnico di Verstappen non è che la punta dell'iceberg di una crisi che appare sempre più profonda. La Red Bull, sotto la nuova gestione di Laurent Mekies, è sembrata smarrita, incapace di trovare il bandolo della matassa sia in una qualifica anonima che in una gara corsa costantemente in difesa. La vettura numero 33, solitamente un punto di riferimento per affidabilità, ha tradito Max proprio nel momento del massimo sforzo agonistico.

La crisi Red Bull e l'ascesa dei nuovi rivali

Con Verstappen fuori dai giochi e Hadjar relegato nelle retrovie dopo lo spin iniziale, la Red Bull esce dalla Cina con un bottino misero, confermando le difficoltà nel tenere il passo di una Ferrari rigenerata e di una Mercedes che con Antonelli sembra aver trovato un nuovo equilibrio. La dispersione tecnica vista a Shanghai preoccupa non poco i vertici del team, che ora devono fare i conti con una concorrenza sempre più agguerrita.

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Sezione: News / Data: Dom 15 marzo 2026 alle 09:22
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.