Il decimo giro del Gran Premio di Cina ha segnato un punto di svolta  per l’intera griglia di partenza. Lance Stroll ha alzato bandiera bianca proprio all'imbocco di Curva 1, parcheggiando una Aston Martin che quest'anno sembra vivere una crisi tecnica senza via d'uscita. Il ritiro del canadese ha costretto la direzione gara a far scendere in pista la Safety Car, una decisione che ha mandato all'aria i piani di tutti i muretti box. Tutti rimangono sull'idea di una gara ad una sosta, ma l'idea era arrivare a giro venti.

Il rebus della gomma bianca e il rischio di Colapinto

Quasi tutta la testa della corsa ha approfittato della neutralizzazione per montare la mescola più dura, anticipando il pit stop di ben dieci tornate rispetto alle simulazioni della vigilia. Questa mossa sposta l'ago della bilancia sulla capacità dei piloti di gestire lo stress degli pneumatici per un numero di giri superiore al previsto. Al comando resta Kimi Antonelli, mentre alle sue spalle Franco Colapinto ed Esteban Ocon hanno scelto di restare in pista senza fermarsi, scommettendo su una posizione di partenza privilegiata ma con coperture decisamente più affaticate.

Ferrari: doppio pit stop e la scalata di Lindblad

In casa Ferrari la gestione della Safety Car è stata frenetica, con Lewis Hamilton e Charles Leclerc richiamati per un doppio cambio gomme simultaneo che ha messo a dura prova i meccanici di Maranello. Hamilton è riuscito a rientrare in quinta posizione, tallonando la Mercedes di George Russell, mentre Leclerc si ritrova settimo. Tra le due Rosse si è inserito prepotentemente il giovane Arvid Lindblad: partito con le gomme Hard, il talento della Racing Bulls si trova ora in sesta piazza, beneficiando della sua strategia conservativa iniziale

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Sezione: News / Data: Dom 15 marzo 2026 alle 08:22
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.