F1, Hadjar analizza i difetti della Red Bull: "Non è difficile da guidare, è solo lenta"

Il difficile inizio di stagione della Red Bull non è un segreto per nessuno all'interno del paddock. La scuderia di Milton Keynes, sotto la guida del team principal Laurent Mekies, sta cercando di venire a capo dei problemi tecnici della RB22. A fornire un quadro estremamente lucido e privo di filtri sul comportamento della monoposto è stato Isack Hadjar, che ha fatto il punto della situazione analizzando i difetti cronici emersi nelle primissime uscite del campionato di Formula 1.

Il debutto e il confronto: l'adattamento al team e la sfida con Verstappen

Il giovane talento francese ha esordito parlando del suo processo di integrazione all'interno di un box così prestigioso e dell'ingombrante presenza del suo compagno di squadra. "Ho alle spalle solamente due apparizioni in gara, dunque valuteremo l'andamento generale strada facendo", ha esordito Hadjar ai microfoni della stampa. "Si tratta senza dubbio di una prova estremamente impegnativa, eppure fin dal principio ho percepito una grande sintonia con l'intero ambiente di lavoro. Nel complesso il mio inserimento procede in maniera positiva. Ovviamente Max Verstappen viaggia a ritmi spaventosi e impressiona per la sua costanza in ogni singola tornata, ma il mio obiettivo primario è cercare di rimanere nella sua scia e massimizzare i risultati".

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Il nodo della bilancia: una monoposto guidabile ma zavorrata dai chili di troppo

Addentrandosi nelle dinamiche prettamente tecniche della vettura, Hadjar ha confermato le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi riguardo alla massa della RB22. "È evidente che la nostra monoposto pecchi in termini di peso complessivo", ha ammesso con grande franchezza il pilota transalpino. "Personalmente non la definirei una macchina particolarmente ostica da governare o scorbutica. Il problema di fondo è che, allo stato attuale, manca semplicemente di velocità pura".

La lentezza in curva: le differenze di rendimento tra Melbourne e Shanghai

L'analisi si è poi spostata sul comportamento dinamico della vettura nelle diverse tipologie di tracciato, evidenziando il vero tallone d'Achille del progetto. "In occasione del Gran Premio in Cina abbiamo riscontrato sbalzi di rendimento maggiori rispetto all'Australia, pista dove avevo avvertito sensazioni nettamente superiori al volante", ha spiegato Hadjar. "Non stiamo parlando di un'auto bizzarra, imprevedibile o impossibile da domare. La cruda realtà è che sprechiamo una quantità di tempo eccessiva in percorrenza di curva. Non siamo abbastanza rapidi, il riassunto della nostra situazione è tutto qui".

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Sezione: News / Data: Gio 26 marzo 2026 alle 14:18
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate