La Sprint Race del Gran Premio di Miami si è rivelata una corsa in salita per Max Verstappen. Sotto la bandiera a scacchi, l'olandese ha tagliato il traguardo in quinta posizione, ma il risultato finale è stato condizionato da un episodio controverso e da alcune criticità tecniche palesate dalla sua vettura lungo le strade della Florida.

Intervenuto ai microfoni della stampa, l'alfiere della Red Bull ha analizzato con un certo disappunto il duello ravvicinato avuto con Lewis Hamilton. Dopo aver effettuato una manovra di sorpasso spingendosi oltre i limiti della pista, il muretto gli ha comunicato la necessità di cedere immediatamente la posizione al portacolori della Ferrari. La dinamica, tuttavia, si è prolungata più del dovuto: Verstappen ha raccontato di aver rallentato vistosamente per agevolare il rivale, ma quest'ultimo ha tardato a riprendersi la posizione. Questa esitazione reciproca si è tradotta in una perdita secca di circa quattro secondi, un lasso di tempo enorme che ha fatto infuriare l'olandese, convinto di non poter gestire la situazione in modo diverso.

Archiviato l'incidente con l'inglese, l'attenzione del pilota si è spostata sul comportamento della sua monoposto di Formula 1. Se da un lato il ritmo gara espresso nei giri percorsi con aria pulita è stato giudicato incoraggiante, dall'altro è scattato un campanello d'allarme sul fronte dell'assetto. La vettura anglo-austriaca sta infatti patendo un fastidioso e marcato saltellamento sui rettilinei del circuito cittadino. Questo movimento anomalo, ha sottolineato Verstappen, comporta un'importante e preoccupante perdita di aderenza generale, imponendo agli ingegneri del team un duro lavoro di analisi dei dati prima di rimettere le ruote in pista per le qualifiche. Le sue parole: 

"Ho dovuto lasciare strada a Hamilton perché doveva restituire la posizione dopo il sorpasso fuori pista sulla Ferrari, ma il problema è che non lo faceva e in quella fase abbiamo finito per perdere circa quattro secondi. Sinceramente non so cos’altro avrei potuto fare in quella situazione, boh. Quando invece avevo pista libera davanti, il passo era buono. C’è però ancora molto lavoro da fare, soprattutto perché la vettura continua a saltellare parecchio e questo ci fa perdere tanta aderenza."

Sezione: News / Data: Sab 02 maggio 2026 alle 19:16
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
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Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate