Nella cornice del Gran Premio storico d'Italia che va in scena questo weekend al Mugello, il direttore Mirko Borghesi ha intervistato per F1-news.eu (Formulanews.it) l'ex pilota Ferrari René Arnoux. Il francese classe 1948 ha guidato in F1 dal 1978 al 1989 con un passaggio in Ferrari tra il 1983 e il 1985. Iconico il suo duello con Gilles Villeneuve nel 1979 a Digione per il Gran Premio di Francia quando guidava la Renault. Con lui abbiamo parlato della Formula 1 attuale, dal regolamento alla Ferrari passando per Kimi Antonelli. 

Che Formula 1 stiamo vivendo con questi nuovi regolamenti?

Non può piacermi perché la Formula 1 è una competizione - sia in qualifica che in gara - di sprint. Hai un’ora e mezza di gara e trecento chilometri e non vedo il motivo per cui i piloti devono alzare il piede su certe curve per recuperare la batteria e avere più energia in uscita curve, come nelle due curve di Spa che si percorrono a 280 km/h. Questi regolamenti hanno sbagliato sia la parte meccanica e che elettrica, quando ad inizio anno ho letto ripartizione 50-50% ho detto che era un errore. Anche i piloti come Max si stanno lamentando, non solo lui. Dalla bandiera verde devi essere all’attacco fino alla fine, senza alzare il piede e gestire la macchina. Spero che in Formula 1 abbiano capito e per l’anno prossimo modifichino il regolamento. Sempre detto io, chi realizza le macchine è più intelligente di chi realizza i regolamenti.

Il calendario invece. Siamo passati dalle piste storiche della sua era alle tante cittadini di oggi.

Se uno fa i calendari ricercando l’interesse sportivo per il pubblico sceglie piste come Spa o San Paolo, dove ho vinto il mio primo Gp. Non lo dico perché lì ho vinto, ma perché è un piacere guidare lì con una Formula 1. Di Montecarlo ne fai una all’anno ma basta. Una pista bellissima che mi piaceva, ma la Formula 1 perde di interesse se ci sono tre Montecarlo all’anno. Il calendario viene stilato più per interesse finanziario che per un interesse sportivo. Sono cambiate tante cose da quando Liberty Media ha comprato.

Ferrari, si parla di nuovo di un cambio di guida. La tifoseria sperava di vincere nel 2026: da pilota ex Ferrari come si vive.

Si vive male, molto male. La Ferrari ha risultati pessimi se si guarda alla Gestione Sportiva di 1400 persone che ci lavorano. Ce li hanno da 18 anni, da quando non si vince. La Ferrari del 2026 è più competitiva dello scorso anno, ma non riesce mai a trovare l’assetto vincente rispetto agli altri su ogni tipo di tracciato. Queste tipo di macchine sono molto sofisticate e trovare un assetto giusto per un giro di qualifica e in gara con il degrado gomme, non riescono a trovare l’abbinamento giusto. Nelle prove funziona sempre ma è sempre più facile perchè ci sono tante cose mascherate, ma nelle sessioni che contano fanno fatica a guidare la macchina. Spero nella Ferrari, sono stufo di dire sempre “Sarà l’anno prossimo”, vorrei che l’anno prossimo sia oggi.

L’Italia si consola con Andrea Kimi Antonelli però

L’avevo detto: Antonelli ha salvato la Ferrari a Monza perché nessuno se n’è andato, nonostante la Ferrari non sia stata competitiva. Mi piace, è un bel ragazzo, educato e sincero. Poi ha un gran piacere, si vede sul suo volto, gli piace molto guidare. In inverno ha maturato parecchio, non so che cura ha fatto e in che sauna è andato, ma è cresciuto. Ha ripensato all’anno d’esordio, ha analizzato i suoi errori e non li fa più. L’avevo detto che se vinceva a Monza, vince il mondiale ma penso che la sua carriera sia partita bene. Sono veramente contento perché è sangue nuovo. In un’intervista che avevo fatto alla Gazzetta avevo detto che i piloti di oggi non fanno una passione ma fanno un mestiere, ma guardando Kimi ritrovo una persona con la passione illimitata. Ed è bello.

Tornando alla Ferrari, non è facile mettere d’accordo due piloti come Leclerc e Hamilton.

Non è mai stato facile, avere due galli nella stessa squadra è complicato. Da una parte lo capisco come si comportano, quando guidavo ero da solo contro venticinque macchine, questa è la realtà. Anche se vai d’accordo con il compagno di squadra, volevo essere davanti a tutti e anche a lui. Questo è sempre rischioso perché ci sono momenti in cui puoi mettere le macchine fuori, però fa parte della grinta di un pilota. Anche in Mercedes in Canada hanno fatto di tutto Kimi e Russell, non volevo essere in Toto Wolff o in Vasseur. La posizione è difficile, però la rivalità dà anche un po’ di sapore in più alla Formula 1.

Sezione: Ferrari / Data: Ven 02 ottobre 2026 alle 15:51
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.