Montoya svela quello che per lui è il motivo dell'addio di Wheatley! "Clima troppo politico"

Il mercato manageriale della Formula 1 è in pieno fermento e continua a regalare colpi di scena clamorosi. L'imminente passaggio di Jonathan Wheatley all'Aston Martin e la conseguente ascesa di Mattia Binotto al timone dell'Audi hanno scosso il paddock, innescando un'ondata di reazioni e retroscena sulle vere motivazioni di questo clamoroso divorzio sportivo.

Terremoto nel paddock: Wheatley in Inghilterra, Binotto nuovo boss ad Ingolstadt

Dopo una brevissima parentesi di pochi mesi alla guida del progetto tedesco, l'ex direttore sportivo della Red Bull ha deciso di fare le valigie per accasarsi prossimamente a Silverstone, lasciando campo libero all'ingegnere ex Ferrari. Una mossa inaspettata che ha sollevato parecchi interrogativi sulle dinamiche interne della neonata scuderia dei Quattro Anelli. A fare luce su questa intricata vicenda è intervenuto Juan Pablo Montoya, che ha offerto una chiave di lettura decisamente interessante e priva di filtri.

Il peso della Svizzera: il richiamo irrinunciabile della Motorsport Valley britannica

Secondo l'ex funambolo colombiano, alla base della rottura ci sarebbe un fattore prettamente geografico e culturale. Montoya ha evidenziato come l'approdo nel team di Lawrence Stroll possa offrire al manager la vitale opportunità di fare ritorno nel Regno Unito. L'ex pilota della Williams ha sottolineato che, pur offrendo standard di vita elevatissimi, il trasferimento in terra elvetica ha rappresentato un ostacolo enorme per chi ha forgiato l'intera sua carriera professionale nella "motorsport valley" inglese, rendendo l'adattamento al quartier generale della ex Sauber un vero e proprio scoglio insormontabile.

L'affondo dell'ex pilota: le complesse e pesanti dinamiche aziendali a Hinwil

Ma il mal di casa non sarebbe l'unica ragione dietro questa precipitosa fuga. L'opinionista sudamericano ha rincarato la dose, spostando l'attenzione sulle questioni dirigenziali interne. Ha infatti espresso la forte convinzione che l'intero processo di transizione e la convivenza tra l'anima storica della Sauber e i nuovi vertici del marchio tedesco siano stati viziati da un approccio aziendale fin troppo machiavellico. Un ambiente lavorativo giudicato eccessivamente politico, che avrebbe finito per logorare in tempi record la pazienza dell'esperto dirigente britannico.

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Sezione: News / Data: Sab 21 marzo 2026 alle 10:49
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate