Il weekend del Giappone si chiude con un enorme sospiro di sollievo, ma anche con una scia di polemiche che promette di travolgere i vertici della Formula 1. Il terribile incidente che ha visto protagonista Oliver Bearman nella percorrenza della celebre curva Spoon ha messo a nudo tutte le fragilità del nuovo regolamento tecnico. Il giovane pilota inglese è uscito dall'abitacolo della sua Haas VF-26 quasi miracolosamente indenne, riportando solo una forte contusione al ginocchio destro, ma l'impatto laterale contro le barriere è stato di una violenza inaudita, registrando una decelerazione spaventosa che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza delle attuali Power Unit.

La dinamica del terrore: 50G di impatto e 50 km/h di differenza

L'analisi dei dati telemetrici ha confermato uno scenario da brividi. Mentre era in lotta per la posizione con Franco Colapinto, Bearman è arrivato alle spalle dell'Alpine con una velocità di chiusura superiore di ben 50 km/h rispetto all'avversario. I rilevamenti parlano chiaro: Oliver viaggiava a 308 km/h nel momento in cui ha agganciato la scia di Colapinto, il quale manteneva un'andatura pressoché identica a quella del giro precedente. Il ragazzo è stato colto di sorpresa da questa differenza di velocità estrema e, nel tentativo disperato di scartare a sinistra per evitare il tamponamento, è finito con le ruote sull'erba. Da quel momento la macchina è diventata un proiettile impazzito, tagliando la pista davanti all'Alpine prima di schiantarsi lateralmente con una forza misurata in 50G. Un incidente che la F1 sperava di non dover mai commentare con queste modalità.

Sainz e Damon Hill all'attacco: "Un pericolo annunciato"

Le reazioni nel paddock non si sono fatte attendere, con i piloti che chiedono interventi immediati prima del prossimo appuntamento a Miami. Carlos Sainz, che già in passato aveva avvertito della pericolosità delle nuove norme sulla gestione dell'energia, è apparso furioso: “Spero vivamente che per la prossima gara si riesca a trovare una soluzione più sicura, perché avevamo avvisato tutti che con queste velocità di chiusura un incidente simile era solo questione di tempo. Non sono affatto soddisfatto di quanto visto finora e mi auguro che la Federazione introduca un sistema che non permetta scarti prestazionali così massicci tra due vetture in rettilineo”. Sulla stessa linea si è schierato l'ex campione del mondo Damon Hill, paragonando la situazione a una manovra scorretta: “Ritengo che Carlos abbia perfettamente ragione a essere preoccupato. Trovarsi una vettura che rallenta improvvisamente nei tratti più veloci del circuito equivale a subire un 'brake test'. Le luci di segnalazione attuali sono troppo lente e non garantiscono un preavviso sufficiente a chi segue”.

In questa f1 oggi, dove la Ferrari F1 e gli altri team spingono al limite la tecnologia ibrida, la FIA ha convocato una riunione d'urgenza per il 9 aprile per valutare correttivi necessari alla gestione dell'energia.

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Sezione: News / Data: Lun 30 marzo 2026 alle 11:22
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.