Il Gran Premio di Spagna disputato a Madrid ha lasciato grandi rimpianti in casa Red Bull, con Max Verstappen che avrebbe potuto concretamente lottare per la vittoria se non fosse stato condizionato da una decisione presa nei primissimi giri di gara.

Il momento chiave si è consumato durante la prima tornata, quando il pilota olandese è stato costretto a restituire la posizione a Lewis Hamilton dopo un sorpasso giudicato oltre i limiti della pista. Commentando l'episodio con i giornalisti, il campione del mondo ha espresso tutto il suo disappunto:

"Ho dovuto compiere una manovra evasiva per scongiurare un impatto con la vettura del ferrarista".

Nonostante la forte contrarietà, al quarto giro Verstappen ha ubbidito alle indicazioni del muretto box, lasciando sfilare sia Hamilton che Kimi Antonelli. Una scelta che, su un tracciato cittadino angusto e caratterizzato da enormi difficoltà di sorpasso, si è rivelata estremamente penalizzante per le ambizioni del fuoriclasse della Red Bull.

Interpellato sulla dinamica dell'episodio, il suo ingegnere di pista Gianpiero Lambiase ha chiarito i motivi della chiamata strategica:

"Per noi la necessità di effettuare lo scambio di posizioni era apparsa fin da subito evidente".

Sebbene la decisione fosse ritenuta inevitabile per evitare sanzioni da parte dei commissari, ha di fatto compromesso la corsa dell'olandese. Mantenendo la leadership in pista, la gestione della "aria pulita" gli avrebbe permesso di controllare agevolmente il ritmo, specialmente su un circuito come il Madring dove superare è quasi impossibile.

Con i successivi colpi di scena legati alla Virtual Safety Car che hanno spianato la strada al successo di Antonelli, l'occasione sfumata in avvio di gara grida ancora vendetta per le ambizioni di Verstappen.

Sezione: News / Data: Mar 15 settembre 2026 alle 17:08
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
vedi letture
Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.