Lewis Hamilton ritrova il sorriso e l'ottimismo al termine delle qualifiche Sprint valide per il Gran Premio del Canada di Formula 1. Il pilota britannico della Ferrari, qualificatosi in quinta posizione sul circuito di Montreal, ha vissuto un venerdì da incorniciare, descrivendolo senza mezzi termini come il turno più positivo disputato da molto tempo a questa parte, frutto di un feeling ritrovato con la propria monoposto.

Il sette volte campione del mondo ha voluto elogiare apertamente il lavoro certosino portato avanti con il gruppo di tecnici di Maranello. Il britannico ha spiegato di aver apportato modifiche sostanziali all'assetto, provando sensazioni eccellenti fin dalle prime prove libere e mantenendo un ottimo ritmo nelle prime due fasi della qualifica. Il lieve calo di rendimento accusato nella decisiva SQ3 è stato interpretato dal pilota come una probabile conseguenza delle mappature motore più aggressive sfruttate dalla concorrenza nel momento clou, un dettaglio che non ha comunque scalfito la sua fiducia per l'andamento del weekend.

La vera chiave di volta per questo balzo prestazionale è stata un radicale cambio di metodo. Hamilton ha svelato di aver rinunciato alle classiche sessioni al simulatore, preferendo concentrarsi sull'analisi incrociata dei dati raccolti nelle scorse settimane e sul lavoro empirico in pista, abbinando il tutto alla sua preparazione fisica. Questo approccio ha permesso alla squadra di esplorare una finestra di bilanciamento mai testata in precedenza, una scelta coraggiosa che, per sua stessa ammissione, ha letteralmente trasformato in positivo il comportamento dinamico della vettura. Un passo in avanti cruciale che rappresenta un prezioso punto di partenza per puntare a traguardi importanti anche nei prossimi appuntamenti iridati. Le sue parole: 

"Probabilmente è stata la miglior sessione che abbia disputato da parecchio tempo a questa parte. Con gli ingegneri abbiamo fatto un ottimo lavoro, intervenendo sull’assetto, e già dalle FP ho avuto sensazioni molto positive, confermate poi anche in qualifica. In Q1 e Q2 il feeling era davvero buono, mentre in SQ3 non sono riuscito a fare l’ultimo passo. Non so esattamente perché, forse gli altri lì riescono ad alzare ancora di più il livello, magari anche sul fronte motore.

Il fatto di non aver lavorato al simulatore, invece, mi ha aiutato a sentirmi meglio concentrandomi direttamente sul lavoro in pista durante il weekend. Forse è proprio questa la direzione giusta. Insieme agli ingegneri abbiamo analizzato a fondo i dati raccolti nelle ultime settimane e ho trovato questo approccio molto più utile, insieme al lavoro di preparazione.

Alla fine sono riuscito a trovare un bilanciamento e un assetto che non avevamo mai utilizzato prima, e questo ha cambiato in maniera evidente il comportamento della macchina. Adesso spero davvero che possa essere un segnale positivo anche in vista dei prossimi weekend."

Sezione: News / Data: Sab 23 maggio 2026 alle 00:03
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
vedi letture
Mirko Borghesi
autore
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate