In un fine settimana in cui i diretti avversari hanno schierato batterie di novità tecniche, la Ferrari sceglie la via del consolidamento. Nel documento ufficiale diramato dalla FIA, la casella accanto al nome della Scuderia di Maranello segna uno zero assoluto alla voce "aggiornamenti". Nessun componente inedito sulla SF-26 di Charles Leclerc e Lewis Hamilton per questa tappa del Mondiale.

La strategia: capire e sfruttare a fondo le novità di Miami

L'ostacolo del weekend Sprint: 60 minuti per l'assetto perfetto

L'incognita degli avversari: si teme il divario tecnico

Aggiungere nuovi pezzi non si traduce automaticamente in decimi sul giro. A Maranello hanno valutato che il corposo pacchetto introdotto in Florida ha un potenziale inespresso, e sovrapporre altre variabili aerodinamiche oggi sarebbe stato un rischio.

La strategia: estrarre il massimo dal pacchetto di Miami

La decisione degli ingegneri del Cavallino è lucida e pragmatica. Durante il round di Miami, la Ferrari aveva stravolto la monoposto introducendo ben 11 aggiornamenti strutturali, toccando aree critiche come fondo e sospensioni. Un intervento di questa portata richiede un lungo lavoro di correlazione dati e adattamento. Portare ulteriori modifiche aerodinamiche ora avrebbe rischiato di introdurre elementi di disturbo nella raccolta dei parametri. L'imperativo tecnico è chiaro: trovare la corretta finestra di utilizzo della vettura con la configurazione deliberata in Florida, lavorando esclusivamente sulle geometrie meccaniche e sulle altezze da terra per sbloccare i decimi che mancano all'appello.

L'ostacolo del formato Sprint: una sola sessione per la verità

A motivare ulteriormente questa scelta conservativa c'è la struttura stessa del fine settimana. Con il formato Sprint ad alzare la pressione, piloti e ingegneri avranno a disposizione una sola, vitale sessione di Prove Libere (FP1) per deliberare l'assetto prima che scatti il regime di Parco Chiuso. Avere tra le mani una macchina le cui reazioni aerodinamiche sono già state mappate permetterà alla Ferrari di aggredire la pista dal primo minuto, dedicando tutto il tempo a disposizione allo studio degli pneumatici e del passo gara, senza dover sacrificare run preziosi per testare elementi nuovi.

Il confronto diretto: la pressione degli avversari

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La sosta programmata nello sviluppo porta però con sé un rischio sportivo calcolato. Mentre la Rossa si concentra sull'ottimizzazione, le rivali non sono rimaste ferme: Mercedes e McLaren hanno presentato aggiornamenti consistenti, mentre la Red Bull ha portato correttivi mirati per Verstappen. Nel box Ferrari la speranza è che l'ottimizzazione del setup compensi eventuali passi avanti garantiti dall'aerodinamica pura degli avversari, evitando che si crei un divario difficilmente colmabile in gara.

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Sezione: Ferrari / Data: Ven 22 maggio 2026 alle 17:35
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
autore
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate