Il Gran Premio del Giappone 2026 si sta trasformando in un banco di prova brutale per il nuovo regolamento tecnico. Pochi giri dopo il terribile schianto di Oliver Bearman, la pista di Suzuka è stata teatro di un altro episodio speculare che, solo per la prontezza dei riflessi dei protagonisti, non si è concluso con un altro ammasso di rottami. Charles Leclerc ha letteralmente "sverniciato" George Russell nella stessa identica zona dell'incidente precedente, riaprendo una voragine di polemiche sulla sicurezza della f1 moderna.

La dinamica: il "muro" Russell e il lampo di Leclerc

Il sorpasso del monegasco ha mostrato visivamente quanto sia estremo il delta di velocità. Russell è entrato in modalità ricarica batteria (harvesting) proprio mentre la ferrari f1 numero 16 stava scaricando a terra tutto il potenziale elettrico (deployment). Il differenziale di velocità è apparso smisurato, quasi come se la Mercedes fosse ferma. A differenza di Colapinto, Russell ha mantenuto una traiettoria rigorosa e Leclerc, già allertato dal precedente di Bearman, è stato fulmineo nello scarto. Tuttavia, il rischio corso è stato altissimo: se Russell avesse avuto una minima esitazione o uno scarto di traiettoria, avremmo assistito a un impatto bis dalle conseguenze imprevedibili.

Direzione Gara nel mirino: il "silenzio" su Colapinto-Bearman

La decisione della Direzione Gara di non investigare ufficialmente l'incidente tra Colapinto e Bearman sta sollevando un polverone mediatico. Secondo diverse indiscrezioni del paddock, la scelta di "non procedere" sarebbe dettata dalla volontà di non ammettere una falla strutturale nel regolamento della f1 formula 1 2026. Il sospetto: Investigare l'incidente significherebbe ammettere che il differenziale di velocità tra chi ricarica e chi spinge è fuori controllo e intrinsecamente pericoloso.

L'incubo Montecarlo: sicurezza a rischio?

In una pista old style come Suzuka dove i sorpassi sono sempre stati difficili e la carreggiata della pista non è grande, abbiamo visto un paio di situazioni pericolose. La mente va subito ad altre piste, cittadine, come Montecarlo, l'Arabia Saudita ma anche Baku dove i muretti vicini potrebbero diventare quasi mortali per i piloti.

Sezione: News / Data: Dom 29 marzo 2026 alle 08:24
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.