Christian Horner torna a parlare della Ferrari e prova a ridimensionare le indiscrezioni sul suo possibile arrivo a Maranello. Lo fa durante il podcast di The Race, spiegando come alcune sue precedenti dichiarazioni siano state pubblicate con un tempismo infelice e accompagnate da un titolo eccessivamente forzato. Una spiegazione comprensibile, che però non equivale necessariamente a una smentita. Perché Horner resta un nome particolarmente gradito a John Elkann, anche se le condizioni per un eventuale accordo continuano a rappresentare un ostacolo importante. E mentre Fred Vasseur conserva ufficialmente la fiducia della proprietà, sul futuro della gestione sportiva della Ferrari rimangono diverse riflessioni aperte.

Horner e la Ferrari: "Era questione di rispetto". 

L'ex team principal della Red Bull ha voluto chiarire il significato delle parole che nelle scorse settimane avevano riacceso le voci su un suo possibile approdo alla Ferrari. Una vicenda che, secondo il britannico, sarebbe stata ingigantita soprattutto dal modo in cui l'intervista è stata presentata al pubblico: "Il tempismo di tutta quella storia è stato davvero sfortunato. Avevo rilasciato un'intervista a un giornalista che è un grande tifoso di Lewis Hamilton e avevamo parlato di diverse squadre, fra cui la Ferrari. Ho cercato di essere rispettoso nei confronti della Scuderia, anche perché quelle parole risalivano a circa un mese prima della pubblicazione. Il titolo era forzato: volevo semplicemente dire che la Ferrari occupa un posto speciale nel nostro sport", ha spiegato Horner. Una precisazione che ci sta, ma che merita di essere letta anche per ciò che non dice. Horner non esclude un futuro in Ferrari, né sostiene di non esserne interessato. Si limita a prendere le distanze dall'idea di aver lanciato una candidatura pubblica, quasi volesse proporsi per sostituire Vasseur. Dopo oltre vent'anni alla guida della Red Bull, il manager inglese non ha bisogno di inseguire una panchina. Può permettersi di aspettare, valutare eventuali proposte e soprattutto scegliere un progetto che rispecchi le proprie ambizioni. Anche per questo, le parole pronunciate nel podcast sembrano un modo piuttosto efficace per abbassare la pressione mediatica senza chiudere alcuna porta.

Elkann e Horner, il nodo dei pieni poteri e delle quote

Il rapporto fra Horner e Ferrari non nasce certamente oggi. Già nel 2025 il britannico era stato accostato a Maranello, con John Elkann indicato fra i principali estimatori del suo profilo. La capacità di costruire una struttura vincente, scegliendo uomini e organizzazione, rappresenta indubbiamente uno degli elementi più interessanti del suo curriculum. Il problema, semmai, è trovare le condizioni per lavorare insieme. Horner ha chiarito di non essere interessato a un semplice incarico dirigenziale: vorrebbe un ruolo accompagnato da ampia autonomia decisionale e da una partecipazione azionaria. Pieni poteri e quote, dunque, condizioni difficili da conciliare con l'attuale struttura della Ferrari. È qui che un'operazione potenzialmente affascinante diventa molto complessa. Affidarsi a Horner significherebbe probabilmente ragionare anche su una diversa distribuzione delle responsabilità sportive e gestionali, una scelta che richiederebbe inevitabilmente il coinvolgimento diretto di Elkann. D'altra parte, il britannico non sembra disposto ad accettare compromessi pur di tornare nel paddock. La Ferrari rappresenta certamente una prospettiva prestigiosa, ma non una necessità. La sua ultima dichiarazione può quindi essere interpretata come una mossa diplomatica: togliere pressione a sé stesso e alla Scuderia, senza compromettere eventuali interlocuzioni future.

Ferrari, Vasseur e D'Ambrosio: il futuro resta da definire

A Maranello, intanto, la situazione richiede valutazioni che vanno oltre il semplice nome di Horner. Fred Vasseur ha ricevuto ripetute conferme di fiducia dalla dirigenza e rimane il responsabile del progetto sportivo. Questo non impedisce però che, all'interno della Ferrari, possano esserci riflessioni sul futuro, anche alla luce di una stagione nella quale la competitività della SF-26 non ha sempre trovato la necessaria continuità. Fra gli scenari da considerare ci sono le valutazioni dello stesso Vasseur, legate a motivi personali. Non esiste una decisione ufficiale di separazione, ma un eventuale cambiamento aprirebbe inevitabilmente il tema della successione. Ed è in questo contesto che resta caldo il nome di Jérôme D'Ambrosio, attuale vice team principal, figura già inserita nell'organizzazione di Maranello e indicata fra le possibili soluzioni interne. Secondo le indiscrezioni, il suo profilo come già avevamo scritto suscita anche il gradimento dell'amministratore delegato Benedetto Vigna. Si delineano così ipotesi differenti: proseguire con Vasseur, puntare sulla continuità attraverso D'Ambrosio oppure considerare una figura di maggiore esperienza come Horner, accettando però le complessità che una simile operazione comporterebbe. La Ferrari è ancora nel tempo delle riflessioni, non delle decisioni annunciate. Horner conosce il proprio valore e non intende apparire come qualcuno alla ricerca disperata di un accordo. Le sue parole, più che smentire un possibile futuro in rosso, sembrano volerlo sottrarre al dibattito quotidiano.

Sezione: News / Data: Lun 19 ottobre 2026 alle 10:33
Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
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Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate