Il futuro di Frédéric Vasseur alla Ferrari torna al centro delle discussioni. Nonostante il rinnovo pluriennale firmato nel luglio 2025, il team principal francese non sarebbe necessariamente al riparo da un possibile allontanamento. Un’eventuale separazione potrebbe comportare anche il pagamento di una buonuscita, ma la questione più importante riguarda il reale potere decisionale di cui dispone a Maranello. Come emerge dalle analisi di AutoRacer, il sostegno pubblico di John Elkann e dell’amministratore delegato Benedetto Vigna non coincide automaticamente con la piena autonomia gestionale. Confermare la fiducia nel responsabile della squadra è una cosa; consentirgli di intervenire liberamente sull’organizzazione, scegliendo uomini e strategie, è un’altra.

È proprio qui che si gioca una parte importante del futuro della Ferrari. Vasseur è chiamato a costruire una struttura capace di riportare il Cavallino al vertice della Formula 1, ma per farlo ha bisogno di responsabilità chiare e di margini d’azione coerenti con il ruolo ricoperto. Il rinnovo contrattuale rappresenta un segnale di fiducia, non necessariamente una garanzia assoluta. Se i risultati non dovessero soddisfare le aspettative, la posizione del francese potrebbe tornare in discussione, con conseguenze anche economiche per la Scuderia.

Prima ancora di interrogarsi su un eventuale successore, dunque, la Ferrari deve chiarire un punto fondamentale: Vasseur ha davvero il potere necessario per cambiare le cose?

Sezione: Ferrari / Data: Gio 15 ottobre 2026 alle 11:31
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.